Regolamento calci piazzati: distanza e barriera

Nel campionato italiano in particolare, i calci piazzati sono determinanti per vincere una partita e, in alcuni casi, una stagione intera. Rappresentano una delle situazioni più delicate e decisive nel calcio.

Che si tratti di una punizione diretta o indiretta, o di uncalcio d’angolo, ogni dettaglio è regolato con precisione: dalla posizione del pallone alla distanza della barriera, fino al comportamento dei giocatori coinvolti.

Ma qual è esattamente il regolamento di ciascun calcio piazzato? Questo aiuta a comprendere meglio dinamiche e scelte arbitrali durante una partita, e di conseguenza anche a saperne di più sui pronostici calcio oggi.

Cosa si intende per calcio piazzato

Con il termine “calcio piazzato” si indica una ripresa del gioco che avviene con pallone fermo. Le principali situazioni sono:

  • Calcio di punizione diretto
  • Calcio di punizione indiretto
  • Calcio d’angolo
  • Calcio di rigore

A queste poi si aggiungono calcio d’inizio e rinvio dal fondo del portiere, ma in questo caso strategie e tattiche non sono così determinanti. Tolto il tiro dal dischetto che è un colpo secco tra due giocatori, i calci di punizione e i calci d’angolo sono quelli potenzialmente più determinanti in una partita.

Distanza regolamentare e barriera

Quando viene assegnato un calcio di punizione, la squadra avversaria deve rispettare una distanza minima dal pallone. Il regolamento stabilisce che i difendenti devono posizionarsi ad almeno 9,15 metri dal punto in cui viene battuta la punizione.

Questa misura, valida per tutte le punizioni fuori dall’area di rigore, ha lo scopo di garantire alla squadra che attacca uno spazio sufficiente per calciare senza ostacoli immediati. Posizionato il pallone a terra quindi, l’arbitro effettua i passi sul terreno di gioco che determinano la distanza minima dalla quale gli avversari devono posizionarsi.

Qui entra in gioco la barriera, ovverosia il gruppo di giocatori difendenti che si dispone tra il pallone e la porta per ostacolare il tiro diretto. Non esiste un numero minimo o massimo di calciatori che possono comporla: la scelta è tecnica e spetta alla squadra che difende, a seconda delle esigenze del portiere.

Se un difendente si avvicina oltre la distanza consentita prima del tiro, l’arbitro può far ripetere la punizione ed eventualmente ammonire il giocatore in caso di comportamento antisportivo.

Punizione diretta e indiretta: differenze

Poi c’è da distinguere tra calcio di punizione diretto e calcio di punizione indiretto, dove in entrambi viene inserita ovviamente la barriera.

Nel calcio di punizione diretto è possibile segnare una rete calciando direttamente in porta, quindi con un tocco solo – che è appunto il calcio del giocatore che tira verso la porta. In quello indiretto, invece, il pallone deve essere toccato da un altro giocatore prima di poter entrare in rete, quindi serve almeno un tocco di un altro giocatore prima di calciare verso il portiere avversario. In quest’ultimo caso, l’arbitro segnala la tipologia tenendo il braccio alzato fino al secondo tocco del pallone.