Un 32enne è stato arrestato a San Giovanni Lupatoto: dopo una lite in strada ha aggredito i carabinieri e danneggiato la gazzella.
Nella serata dell’2 luglio i carabinieri di Verona hanno risposto alla richiesta d’aiuto di alcuni passanti, relativa a una lite tra extracomunitari e il furto di un telefono cellulare in piazza a San Giovanni Lupatoto.
Le “Gazzelle” si sono dirette immediatamente sul posto, ma alla loro vista i litiganti si davano a repentina fuga facendo perdere le proprie tracce; pertanto i militari intervenuti, decidevano di restare in zona e raccogliere quante più informazioni possibili in merito ai fatti occorsi, ottenendo una importante descrizione dalle persone che avevano assistito alla scena.
I carabinieri dopo meno di un’ora individuavano uno dei soggetti coinvolti nella lite, il quale in preda a un innaturale forte stato di agitazione, durante le operazioni di identificazione, iniziava a urlare e incolpare i passanti di aver rubato il suo telefono cellulare. Quando infine il fermato dava una testata a una botte di legno di un bar lì vicino, i militari decidevano di allontanare il soggetto per preservare le persone e gli arredi degli esercizi commerciali della zona, avvicinandolo all’autovettura di servizio in posizione defilata.
L’escalation della violenza.
Sul posto giungevano anche le pattuglie della Stazione carabinieri di San Giovanni Lupatoto e San Michele Extra, in supporto, potendo così identificare definitivamente il soggetto fermato, in un 32enne egiziano senza fissa dimora, il quale una volta isolato, alternava momenti di calma ad attimi di incontrollabile violenza. E proprio durante quest’ultima fase che lo stesso si è scagliato contro l’autovettura dell’Arma colpendola ripetutamente, danneggiandone la portiera e scalfendone il vetro, tanto che gli operanti per bloccare l’escalation di violenza si sono dovuti avvalere dei mezzi di coercizione ed assicurarlo nella cella dell’autoradio di servizio, dove continuava a sfogare la propria ira, ingiuriando i militari e minacciandoli di morte.
L’uomo veniva pertanto accompagnato presso gli uffici del Comando provinciale di via S. D’Acquisto per gli accertamenti di rito, e informata la Procura della Repubblica di Verona, veniva dichiarato in arresto, perché ritenuto responsabile del reato di “resistenza e minaccia ad un pubblico ufficiale e danneggiamento” e trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando, in attesa del rito direttissimo.
Nella tarda mattinata del 3 luglio l’arrestato è stato condotto innanzi al giudice del Tribunale scaligero, il quale ha convalidato l’arresto applicando la misura cautelare per l’indagato dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria quotidiano, e rinviato l’udienza a ottobre 2026.
