Robot al Fracastoro: Bigon chiede “un passo avanti per l’Est veronese”

Chirurgia robotica: la proposta Pd per l’ospedale Fracastoro di San Bonifacio.

Portare la chirurgia robotica all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio come leva per rafforzare la sanità pubblica e ridurre le distanze tra territori”. È questo l’obiettivo della mozione depositata in Consiglio regionale dalla consigliera del Partito Democratico Anna Maria Bigon, che chiede alla Giunta di destinare al presidio dell’Est veronese il sistema robotico attualmente in fase di acquisizione da parte di Azienda Zero.

Secondo Bigon si tratta di un investimento “necessario e non più rinviabile”, capace di incidere “sia sulla qualità delle cure sia sull’organizzazione dei servizi”. La chirurgia robotica, oggi sempre più diffusa nella pratica mininvasiva, “viene considerata uno standard consolidato soprattutto in ambito urologico oncologico — come negli interventi su prostata, rene e vescica — ma trova applicazione anche in numerose patologie benigne che richiedono precisione e delicatezza”.

“I benefici clinici -, sottolinea la consigliera -, sono ampiamente documentati: minore sanguinamento durante l’operazione, riduzione del dolore post-operatorio, tempi di degenza più brevi e un calo delle complicanze rispetto alla chirurgia tradizionale. A questi si aggiungono effetti positivi sul piano organizzativo, con un utilizzo più efficiente delle risorse ospedaliere e un miglioramento complessivo degli esiti di cura”.

Il Fracastoro di San Bonifacio -, evidenzia la mozione, rappresenta il punto di riferimento sanitario per un bacino ampio e popoloso dell’Est veronese e disporrebbe già delle condizioni necessarie per ospitare una piattaforma robotica: spazi adeguati, un volume significativo di attività chirurgica e personale qualificato”. L’introduzione della tecnologia consentirebbe, nelle intenzioni della proponente, di “rafforzare il ruolo dell’ospedale nella rete regionale e di offrire ai cittadini cure di alto livello senza la necessità di spostarsi verso altri centri.

Non solo pazienti.

L’arrivo della chirurgia robotica viene indicato anche come “fattore di crescita professionale per medici e infermieri e come elemento di attrattività per specialisti altamente qualificati, in un momento in cui il sistema sanitario deve fare i conti con la carenza di personale”.