Zaia accelera e annuncia mini-lockdown

Altri 4.402 contagi, dal Pd polemiche su dati diffusi Regione

In attesa delle decisioni del Governo sulla stretta per il Natale, il governatore veneto Luca Zaia annuncia la firma di una nuova ordinanza che limita gli spostamenti tra i comuni, ogni giorno, dopo le 14, da sabato 19 dicembre al 6 gennaio. Una sorta di mini-lockdown.

Zaia incassa l’ok dell’Anci regionale. Il tutto mentre i dati sulla pandemia sono in crescita e, proprio su questi, il Pd locale e nazionale si scaglia contro il Governatore per una presunta malagestione dei ‘numeri’ sui positivi e le terapie intensive, senza trascurare i del sistema ospedaliero regionale.

Zaia, nel consueto punto stampa, rileva: “non so cosa farà il Governo, sinceramente non possiamo aspettare ulteriormente . Non possiamo arrivare a lunedì, martedì e non sapere ancora cosa succederà. Abbiamo atteso 5 giorni e non ho ancora ben capito cosa accadrà”. “Lo avevo detto ieri che, se non ci sarebbero state delle misure, noi le avremmo adottate in autonomia – aggiunge mettendo nel mirino gli assembramenti specie per gli acquisti natalizi – Dico che il Veneto è Veneto. Punto. Nessuno può dubitare che noi ci siamo sempre assunti la responsabilità Il mio non è un atto di eroismo, ma adesso c’è bisogno di guardare in faccia alla realtà”, E in questa sua decisione, Zaia rileva di non voler entrare nelle scelte più o meno morbide all’interno della maggioranza.

“Presenterò l’ordinanza al ministro Speranza – sottolinea Zaia – gli proporrò l’intesa e poi firmerò. La presenterò domani”. “Se il Governo adotterà delle misure nazionali – precisa – queste saranno gerarchicamente superiori alle nostre e quindi il Veneto si adeguerà”. “Non prendo questo provvedimento con gioia – aggiunge – perchè nessuno si candida a governare la sua regione pensando di fare un’ordinanza restrittiva; mai mi sarei aspettato di occuparmi di una pandemia che è la più grande della storia. Ma tocca a noi”. L’ordinanza, al di là degli spostamenti, lascia intatto l’ impianto delle aperture dei locali ed esercizi commerciali anche perché – come ricorda da Zaia – il parametro sul contagio, l’Rt è sotto l’uno.

Il bollettino di ieri della Regione fissa 4.402 nuovi contagi, nelle ultime 24 ore, e 92 morti, con Il totale regionale dei positivi, dall’inizio dell”epidemia, che arriva a 205.609, il numero dei decessi a 5.161. In terapia intensiva sono ricoverate 378 persone (+6). Gli attuali positivi sono 95.779 contro i 94.225 di ieri (+1.554). I guariti sono 104.089.

Numeri che allarmano il Pd perchè ritiene poco chiara la loro lettura, evidenziando una ricaduta negativa sulla gestione degli ospedali. Una posizione, questa, sostenuta dal sottosegretario di Stato Achille Variati secondo cui “anche questa settimana i valori che monitorano l’andamento del Covid 19 in Veneto sono preoccupanti: il numero di decessi molto elevato, l’indice Rt più alto d’Italia, e un tasso impressionante di tamponi positivi che non accenna a diminuire. Gli ospedali sono allo stremo e nelle Rsa il numero dei pazienti positivi è in continua crescita”. “Mi preoccupa però, altrettanto, – aggiunge Variati – la discussione in corso sui tassi di occupazione delle terapie Intensive-: non ci può essere su questo nessun margine di ambiguità e nessun dubbio, e il mio invito è che il presidente Zaia chiarisca in modo inequivocabile quanti sono i posti letto di Terapia Intensiva reali, cioè attrezzati e presidiati da personale medico e sanitario. Quelli che, in altre parole, potrebbero essere utilizzati anche domani, non quelli attivabili sulla carta, ma – conclude – di fatto privi di personale”. Un giudizio cui si accoda il Pd regionale che ribadisce le medesime preoccupazioni in una lettera ai parlamentari Dem veneti . (Ansa.it)
 

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