Tumore al seno e robotica, a Negrar la mastectomia è mini-invasiva e senza cicatrici.
Chirurgia senologica del futuro: a Negrar i primi interventi di mastectomia per il tumore al seno, con il robot “a un solo braccio”. Una nuova frontiera per la salute delle donne si apre in Veneto. All’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar sono state eseguite le prime mastectomie profilattiche utilizzando il rivoluzionario robot da Vinci “single port”. Si tratta della massima espressione della chirurgia mini-invasiva: un sistema dotato di un solo braccio che permette di operare attraverso una micro-incisione, garantendo risultati estetici e clinici prima d’ora impensabili.
Una tecnologia al servizio della femminilità.
L’intervento non è solo un successo tecnico, ma una vera svolta per la qualità della vita delle pazienti. Grazie a questa tecnologia, i chirurghi possono intervenire con un’incisione di soli 3 centimetri — la metà rispetto alla chirurgia tradizionale — che può essere nascosta nel solco mammario o lungo la linea ascellare.
I vantaggi per le pazienti sono molteplici.
- Cicatrici “invisibili” e tempi di recupero molto più rapidi.
- Riduzione dell’anestesia: il robot a braccio unico rende l’intervento meno complesso, accorciando i tempi in sala operatoria.
- Conservazione della sensibilità: a differenza della chirurgia “open”, la mini-invasività protegge le fibre nervose, permettendo alla donna di mantenere la sensibilità della cute e dell’areola-capezzolo.
Le storie: la prevenzione contro i geni Brca.
Le prime pazienti a beneficiare di questa tecnologia sono due giovani donne affette dalla mutazione genetica Brca1 e Brca2, la stessa resa nota dall’attrice Angelina Jolie. Questa alterazione ereditaria comporta un rischio di contrarre il cancro al seno o alle ovaie fino all’80%.
Una signora di 38 anni e una giovane di 29 sono state sottoposte alla rimozione preventiva delle ghiandole mammarie sane per scongiurare l’insorgenza della neoplasia. Entrambe hanno ricevuto una ricostruzione immediata durante la stessa seduta operatoria e sono state dimesse dopo sole 48 ore in condizioni ottimali.
L’impatto psicologico della cura.
“Preservare l’immagine corporea e la femminilità significa per la donna affrontare il percorso oncologico con una prospettiva diversa”, spiega la dottoressa Alessandra Invento, direttrice della Chirurgia senologica di Negrar. L’obiettivo è evitare il trauma della “mammella fredda” o estranea al tatto, tipico degli interventi tradizionali, restituendo alla paziente la propria integrità fisica appena sveglia dall’anestesia.
Sebbene non applicabile a tutti i casi — l’uso è condizionato da specifiche caratteristiche anatomiche, come il volume del seno — il robot da Vinci single port rappresenta oggi l’eccellenza veneta nella lotta al tumore mammario.
