L’allarme degrado sul lago di Garda arriva in Europa: “Costa deturpata”

“Degrado ambientale sul lago di Garda”: l’eurodeputata Cristina Guarda denuncia la “distruzione di flora e fauna lacustri”.

La salute del lago di Garda e delle sue coste continua a preoccupare: l’allarme degrado e la denuncia non arrivano solo dai comitati locali, ma approdano direttamente sui banchi della Commissione Europea attraverso l’eurodeputata Cristina Guarda (Gruppo Verdi/ALE). E’ stata lei a depositare il 18 marzo scorso due interrogazioni parlamentari per fermare quello che definisce un “progressivo degrado degli ambienti naturali causato da grandi opere dal forte impatto ambientale”.

“Porticcioli e cemento”: il caso Malcesine.

Al centro della prima interrogazione ci sono i lavori di ampliamento dei porti turistici a Malcesine, nelle località Retelino, Navene e Madonnina. Quest’ultima zona è un simbolo della resistenza naturale: “Un lungolago storico con spiagge seminaturali che rischiano di sparire sotto una estesa cementificazione”.

La gravità del fatto, si legge nella nota, risiederebbe nell’assenza di controlli. Secondo l’europarlamentare verde “non si è attivata nessuna procedura di verifica di assoggettabilità alla Via” (Valutazione di Impatto Ambientale), nonostante i solleciti legali”. Il risultato: “Nessuna analisi su ecosistema, flora e fauna lacustri è stata effettuata, proprio mentre il patrimonio ittico autoctono sta scomparendo”.

Un ulteriore elemento di criticità riguarderebbe il futuro sviluppo del tratto, che potrebbe essere interessato anche da un lotto della ciclopedonale con conseguente ampliamento e interventi strutturali sul lungolago.

La Ciclovia della discordia.

La seconda interrogazione si concentra invece su alcuni segmenti della Ciclovia del Garda, in particolare nei comuni di Torri del Benaco e ancora Malcesine. Anche in questo caso, l’eurodeputata segnala che tratti della ciclovia sarebbero stati realizzati su porzioni di spiagge naturali, con possibili effetti sul paesaggio e sulle aree di riproduzione ittica.

Guarda non usa mezzi termini: “Sono opere inutili in quanto i comuni confinanti di Torbole e Garda non intendono proseguire l’opera per il grande impatto ambientale”.

Il grido d’allarme: “Un atto di masochismo”.

L’eurodeputata punta il dito contro “un modello di sviluppo che rischia di autodistruggersi”. “Denuncio in Europa la deturpazione che da tempo sta colpendo la costa del lago di Garda. È un attacco diretto alla biodiversità… distruggerla è un atto di vero masochismo. Violare, abusare e consumare senza misura significa mettere a rischio non solo l’ambiente, ma anche l’identità stessa di una terra”.

A sostenere questa battaglia è il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), impegnato da tempo contro il consumo di suolo e per la salvaguardia della qualità della vita dei residenti, che chiede una gestione corretta e trasparente della risorsa lago.