Coldiretti Verona, le ciliegie sono un caso: “Manovra speculativa dei punti vendita a danno di produttori e consumatori”.
Coldiretti denuncia l’ennesima manovra speculativa dei punti vendita a danno dei produttori agricoli e dei consumatori: oggetto della pesante contestazione è il mercato delle ciliegie, dove si sta assistendo a un ingiustificato gioco al rialzo sui banchi di vendita, in totale controtendenza rispetto alle quotazioni riconosciute all’origine.
Nel giro di una sola settimana, sostiene Coldiretti, il trend di mercato ha subito un pesante ridimensionamento: le temperature basse dei giorni scorsi avevano frenato la maturazione, ma il successivo arrivo del caldo ha concentratoi raccolti di pianura e collina in un unico momento. Questa abbondanza produttiva, unita agli arrivi da altre zone d’Italia, ha temporaneamente saturato i canali della grande distribuzione e i centri di raccolta, determinando un rallentamento nei ritiri.
La nota decisamente positiva riguarda i consumatori: oltre alla eccezionale qualità dei frutti, questa abbondanza si tradurrebbe in una grande opportunità di risparmio per le famiglie, che in teoria dovrebbero poter trovare un prodotto di altissimo livello a prezzi accessibili. Eppure, la realtà dello scaffale racconta una storia ben diversa, fatta di ricarichi tanto alti quanto incomprensibili.
I listini di Veronamercato.
Quest’anno il listino di Veronamercato, su forte richiesta di Coldiretti, ha introdotto una doppia dicitura per valorizzare il territorio: “Ciliegia” (sottintendendo “delle Colline Veronesi”), che è il prodotto “premium” del territorio e mantiene un valore solido alla produzione tra i 3,00 e i 3,50 euro/kg, mentre la dicitura “Ciliegie”, riferita al prodotto indistinto, dopo i picchi di 5 euro/kg dello scorso anno, si assesta oggi su una fascia più bassa tra i 2,50 e i 3,50 euro/kg.
Nonostante queste quotazioni, nei punti vendita commerciali, sostiene ancora Coldiretti Verona, si trovano per esempio confezioni di ciliegie alla cifra astronomica di 13,30 euro al chilogrammo: una forbice che supera il 280% di ricarico rispetto al prezzo massimo pagato all’agricoltore.
Il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini interviene duramente dicendo che “è semplicemente incomprensibile e inaccettabile la differenza tra il valore bassissimo riconosciuto nelle campagne al frutto di un lavoro fatto di grandi sacrifici ma di qualità eccellente, e il prezzo spropositato che il cittadino si trova poi a pagare sullo scaffale dei negozi. Stiamo parlando di un prodotto locale, freschissimo, pagato una miseria a chi lo coltiva con fatica e rivenduto a peso d’oro per moltiplicare i margini altrui. Questa non è valorizzazione della filiera e del territorio, questa è speculazione pura sulle spalle di chi lavora la terra ma anche dei cittadini“.
In questo scenario distorto, vince il legame diretto tra produttore e consumatore: nei casi in cui le aziende agricole si siano attrezzate per la vendita diretta a casa o nei mercati contadini vengono premiate con lunghe file di acquirenti che pagano le ciliegie veronesi a prezzi intorno ai 5 euro/kg.
