Emergenza idrica, sale da “bassa” a “media” la severità idrica in Veneto, e l’Adige è tra i principali osservati.
Emergenza idrica, sale da “bassa” a “media” la severità idrica in Veneto, e l’Adige è tra i principali osservati. È quanto emerso dalla riunione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, che ha fatto il punto sulla disponibilità della risorsa idrica nella regione.
Tra le situazioni più monitorate c’è quella dell’Adige, dove preoccupa l’avanzata del cuneo salino, già arrivato fino a Cavanella d’Adige. Un fenomeno che interessa in particolare il Polesine e che potrebbe compromettere l’equilibrio degli ecosistemi e l’approvvigionamento idrico. Restano critiche anche le condizioni del Livenza, che registra un deficit del 55%, e del Sile, dove particolare attenzione è rivolta all’impianto di desalinizzazione di Torre Caligo, a servizio del territorio di Jesolo.
“La situazione richiede la massima attenzione”, ha dichiarato l’assessora regionale all’Ambiente e al clima Elisa Venturini, sottolineando come il problema riguardi non solo la quantità d’acqua disponibile, ma soprattutto la portata dei corsi d’acqua.
I progetti della Regione Veneto.
Per contenere gli effetti della siccità, la Regione Veneto punta su una gestione coordinata dei rilasci dagli invasi montani, in collaborazione con le Province autonome di Trento e Bolzano, evitando tagli lineari ai prelievi idrici. L’obiettivo è mantenere sull’Adige una portata minima di 140 metri cubi al secondo a Ponte San Lorenzo e di almeno 80 metri cubi al secondo a Boara Pisani, così da limitare l’avanzata dell’acqua salata.
Parallelamente prosegue il piano degli investimenti. Tra le opere principali figura la barriera anti-cuneo salino sull’Adige, finanziata con 42 milioni di euro: la gara è prevista nel 2027, mentre il completamento dei lavori è atteso nel 2029. La Regione sta inoltre portando avanti il Piano dei nuovi invasi, che prevede 48 interventi per oltre 581 milioni di euro, insieme alla modernizzazione dei sistemi irrigui dei Consorzi di Bonifica.
“L’adattamento ai cambiamenti climatici passa sia dalla gestione dell’emergenza sia da investimenti strutturali”, ha concluso Venturini, rivolgendo infine un appello ai cittadini a utilizzare l’acqua in modo responsabile.
