“L’Orlandi ridotto ai minimi termini”: scoppia la rivolta del comitato

Ospedale Orlandi di Bussolengo, la denuncia shock del comitato: “Sette anni di attesa per nulla”.

Il comitato “Uniti per l’Orlandi” descrive sui social la situazione attuale dell’ospedale di Bussolengo e punta il dito contro la Regione Veneto e l’Aulss 9 Scaligera. Al centro della polemica ci sono le schede regionali del 2019, documenti che avrebbero “dovuto garantire una dotazione completa di servizi e reparti, ma che a distanza di anni sembrano rimaste in gran parte sulla carta”.

“Solo briciole”: la critica ai nuovi ambulatori.

Negli ultimi giorni sono state annunciate alcune novità per la struttura, ma il Comitato non ci sta e parla di una “sbandierata elettorale”. I numeri, spiega il comitato, “descrivono un’attività ridotta ai minimi termini”.

  • Poliambulatorio ortopedico: “Attivo per sole 4 ore a settimana”.
  • Ambulatorio ipertensione: “Operativo appena 2 ore a settimana”.

“Diciamolo chiaramente: sono briciole rispetto a quanto doveva essere attivato all’Orlandi”, attaccano i rappresentanti del comitato, ricordando che “la struttura deve essere un ospedale vero e proprio e non un semplice centro polispecialistico“.

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Il mistero dell’Ospedale di Comunità

Un altro punto critico riguarda l’Ospedale di Comunità. “Nonostante la riapertura, la struttura sembra faticare a decollare: ad oggi risulterebbero presenti solo 6 pazienti. Una cifra esigua che solleva interrogativi inquietanti sulla gestione dei flussi: i pazienti vengono forse indirizzati altrove? E perché, dopo oltre un mese, la struttura non è ancora a pieno regime?”.

L’appello alla politica.

Il panorama descritto dal comitato è “sconfortante”, con una critica che attraversa tutti i livelli amministrativi, dai Comuni fino a Venezia e Bruxelles. Il sospetto dei cittadini è “che le schede del 2019 siano diventate uno strumento di campagna elettorale permanente, piuttosto che un impegno reale verso la salute pubblica”.

Cosa succederà ora.

Il comitato è pronto a dare battaglia. “Se il torpore delle istituzioni dovesse continuare, verranno valutate iniziative di protesta più determinate per rompere un silenzio complice e strutturale”.