Studenti veronesi scendono in campo con la campagna contro la violenza ai sanitari.
Sanitari nel mirino: la risposta dei giovani veronesi è la nuova campagna “Tolleranza Zero” contro la violenza in ospedale. per contrastare il fenomeno, l’Ulss 9 Scaligera ha deciso di scommettere sul linguaggio più sincero e potente a disposizione: quello delle nuove generazioni.
Nasce così la campagna “Tolleranza Zero – Giovani contro la violenza in sanità”, presentata ieri 5 maggio a Verona. Non si tratta di una semplice iniziativa istituzionale, ma di un progetto sperimentale che trasforma la creatività degli studenti in uno scudo per medici e infermieri.
Gli istituti coinvolti.
Il cuore del progetto batte nelle aule di tre istituti del territorio: il Liceo Artistico Statale di Verona, l’Istituto Salesiano San Zeno e l’Isiss Marco Minghetti di Legnago. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, ben 221 studenti hanno partecipato a laboratori creativi, producendo 48 opere tra video, manifesti e mockup.
“La società si poggia su tre grandi S: Scuola, Sanità, Sicurezza. Questo progetto le coinvolge tutte,” ha dichiarato il direttore generale Ulss 9, Pietro Girardi.
I lavori scelti.
Una commissione di esperti ha selezionato i messaggi che diventeranno il volto della campagna ufficiale nelle strutture sanitarie e sui mezzi pubblici.
- Liceo Artistico di Verona. Pannelli ad angolo e design innovativi per bicchieri con logo.
- ISISS Marco Minghetti. Due video multimediali ad alto impatto.
- Istituto Salesiano San Zeno. Un manifesto e adesivi creati appositamente per i mezzi di trasporto.
Patto sociale contro la violenza.
La violenza contro chi cura è definita una “piaga” dal consigliere regionale Alberto Bozza. Anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha voluto elogiare l’iniziativa, ricordando che la Regione ha già messo in campo azioni concrete, come lo stanziamento di oltre 60 milioni di euro per il personale dell’emergenza-urgenza.
L’obiettivo finale è “riscoprire il valore del dialogo civile”. Come sottolineato da Viviana Coffele, direttore sanitario dell’Ulss 9, “i giovani sono riusciti a tradurre concetti complessi come il benessere organizzativo, in messaggi diretti e privi di sovrastrutture, capaci di parlare dritto al cuore della comunità”.
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