Stop agli avanzi, Verona monitora le mense scolastiche: lo scarto scende sotto il 28%.
Meno avanzi e più salute, la rivoluzione delle mense scolastiche veronesi parte dal report 2025: il Comune di Verona vara il progetto “La scuola a tavola”. l’assessorato alle Politiche educative ha svelato i risultati del monitoraggio 2025: un’analisi a tappeto che ha coinvolto 11 scuole campione, trasformando il momento del pranzo in un laboratorio per combattere lo spreco e migliorare la qualità della vita dei più piccoli.
I numeri: la fotografia del piatto.
I dati parlano chiaro. Tra il 6 marzo e il 9 aprile 2025, un team di esperti coordinato da Foodinsider ha analizzato oltre 87 mila piatti (circa 29 mila pasti completi). Il verdetto: lo scarto medio si attesta al 27,79%.
Sebbene la cifra possa sembrare alta, rappresenta una base scientifica fondamentale per intervenire. Non si tratta di “punire” i palati difficili, ma di capire, pietanza per pietanza, cosa non funziona: è una questione di ricetta, di temperatura o di educazione al gusto?
L’alleanza per il futuro.
“L’obiettivo è costruire un’alleanza educativa,” ha dichiarato l’assessora Elisa La Paglia. “Vogliamo coinvolgere cuochi, insegnanti e famiglie per riportare l’attenzione su un momento cruciale della giornata. La salute dei nostri figli è la priorità, e i dati ci dicono già dove siamo intervenuti con successo e dove dobbiamo ancora lavorare.”
Il progetto, finanziato da Cariverona (Bando Format 2024), non è una corsa solitaria del Comune. Al tavolo siedono giganti della ristorazione come Agec ed Euroristorazione, esperti sanitari dell’ULSS 9 Scaligera, l’Università di Verona e realtà del terzo settore come Banco Alimentare e Acli.
Non solo numeri: il metodo.
Il monitoraggio non è stato un semplice conteggio dei sacchi della spazzatura. È stato un percorso di formazione che ha coinvolto il personale di sala e i docenti, integrando anche la creazione di orti scolastici grazie all’associazione Gea, per insegnare ai bambini che il cibo nasce dalla terra e non dagli scaffali del supermercato.
Cosa succede ora.
Il monitoraggio 2025 è solo il punto di partenza. I dati serviranno a riscrivere i menù, affinando l’equilibrio tra valori nutrizionali e “gradimento” dei piccoli utenti. L’obiettivo finale: ridurre drasticamente quel 27% di scarti, garantendo che ogni caloria servita sia una caloria consumata con piacere.
