Boom di stranieri a Verona: il report sui flussi turistici di marzo e Pasqua

Americani e francesi stregati da Verona: la città è la regina del turismo di Pasqua.

Verona vince la sfida del turismo “High Spending” e fa il botto toccando il record di 650 mila turisti in marzo e a Pasqua. I dati di Confcommercio confermano un inizio d’anno straordinario: “Tra marzo e il ponte di Pasqua, la città scaligera è stata letteralmente invasa da visitatori internazionali, con Germania e Francia in testa”.

Dopo un inverno solido, il mese di marzo ha segnato un’impennata clamorosa nei flussi turistici, culminata in un ponte di Pasqua da “sold out”. Secondo i dati raccolti da Confcommercio Verona e VeronaUp tramite il monitoraggio della telefonia mobile, sono stati 658 mila i visitatori che hanno scelto il centro storico nell’ultimo mese.

Un numero che eclissa i già ottimi risultati di gennaio e febbraio, confermando che la città scaligera non vive più solo di stagionalità, ma è una destinazione magnetica per tutto l’anno.

Pasqua blindata: 228 mila presenze in quattro giorni.

Il vero banco di prova è stato il weekend lungo di Pasqua (3-6 aprile). In soli quattro giorni, Verona ha accolto 228 mila persone. La vera sorpresa è stata la componente internazionale. Durante il ponte, quasi un visitatore su tre parlava una lingua straniera: 80 mila turisti provenienti da oltre confine hanno affollato piazza Bra e le vie dello shopping.

La top 3 delle nazioni a Pasqua.

  1. Germania: 10,8 mila visitatori (i fedelissimi del Garda e della città).
  2. Svizzera: 8,7 mila (in forte crescita).
  3. Regno Unito: 7,8 mila.

Subito dietro, a conferma di un interesse europeo diffuso, troviamo Francia, Austria, Romania e Spagna. Notevole anche la presenza di turisti dagli Stati Uniti, che con 5 mila presenze nel solo weekend pasquale dimostrano come Verona sia ormai una tappa fissa per il turismo a lungo raggio.

Chi sono i turisti di marzo.

Analizzando l’intero mese di marzo, la geografia dei visitatori cambia leggermente: la Francia conquista il primo posto (23,6 mila), seguita da britannici e americani. Ma il dato che fa rallegrare gli esercenti veronesi è quello relativo alla capacità di spesa: 20% “Low Spending”. Una quota minore, segno che Verona sta riuscendo nell’obiettivo di attrarre un turismo più qualificato e redditizio. 30% “High Spending”: quasi un visitatore su tre appartiene a una fascia di reddito alta, cercando esperienze di lusso, alta ristorazione e shopping di qualità.