Report Legambiente, qualità dell’aria: Verona è la peggiore in Veneto, Borgo Milano il quartiere più inquinato.
Verona in vetta alla classifica dello smog in Veneto: il report di Legambiente accende il faro su Borgo Milano. Secondo l’indagine “Mal’Aria di città”, la nostra regione mostra segnali di miglioramento, ma i traguardi fissati per il 2030 restano ancora una sfida tutta in salita.
Verona: la sfida delle polveri sottili.
Il 2025 è stato un anno positivo per molte città venete, ma Verona si trova purtroppo in cima alla classifica regionale per il superamento dei limiti di legge sul PM10. La centralina di Borgo Milano ha infatti registrato 49 sforamenti rispetto alla soglia dei 50 microgrammi per metro cubo, superando ampiamente il limite massimo di 35 giorni consentito dall’attuale normativa. Dietro alla città scaligera si posizionano Rovigo (37 sforamenti) e Venezia (36).
Al contrario, città storicamente in difficoltà come Padova, Treviso e Vicenza sono riuscite, per la prima volta in oltre vent’anni, a rientrare nei limiti di legge.

Nuovi standard Ue: “Una strada ancora lunga”.
Sebbene i dati attuali siano incoraggianti per gran parte del territorio, lo scenario cambia se guardiamo al futuro. La nuova Direttiva europea, che entrerà in vigore nel 2030, imporrà limiti molto più severi per proteggere la salute dei cittadini.
Se queste nuove norme fossero applicate oggi, quasi tutti i capoluoghi veneti risulterebbero fuorilegge.
- Sei città su sette supererebbero i limiti per PM10 e PM2.5.
- Cinque città su sette sforerebbero i parametri per il biossido di azoto (NO2).
Cosa serve per un’aria pulita.
Legambiente sottolinea che “i miglioramenti attuali sono fragili e rischiano di essere vanificati dai tagli ai fondi nazionali previsti a partire dal 2026″. Per voltare pagina definitivamente, l’associazione chiede “un nuovo Piano regionale Aria che non punti solo ai limiti Ue del 2030, ma miri ai livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2040″.
Secondo Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, gli interventi devono essere strutturali e toccare tre ambiti chiave.
Agricoltura e Zootecnia: “Controllare le emissioni delle attività intensive e gli abbruciamenti dei residui agricoli, favorendo impianti di biometano”.
Mobilità: “Potenziare il trasporto pubblico, le piste ciclabili e lo sharing”.
Riscaldamento: “Incentivare l’uso di pompe di calore e limitare le biomasse legnose alle zone non metanizzate”.
