Prezzo del latte “da fame”: a Verona è crisi nera, Lollobrigida convoca il Tavolo

Verona, produzione latte al top ma il prezzo al collasso: stalle a rischio chiusura, Lollobrigida convoca il Tavolo.

Crisi “nera” per il prezzo del latte anche a Verona, scende in campo Francesco Lollobrigida: convocato il Tavolo nazionale a Roma. Il futuro delle stalle italiane, e anche di quelle veronesi, è a un bivio. Il Ministro dell’Agricoltura, ha annunciato la convocazione di un Tavolo latte nazionale entro la fine di marzo. L’obiettivo è: “Bloccare la crisi del prezzo alla stalla e siglare un accordo che garantisca stabilità economica agli allevatori almeno fino all’autunno 2026″.

L’allarme di Coldiretti Verona: “Prezzi da fame”.

Nonostante l’Italia sia vicina all’autosufficienza produttiva — con una stima per il 2024 che sfiora il 94,16% rispetto al magro 70% di quindici anni fa — chi produce latte sta paradossalmente peggio di prima.

A Verona la situazione è bollente. Le quotazioni del latte spot all’inizio del 2026 sono precipitate a minimi di 0,28 euro al litro. Si tratta di cifre che non coprono nemmeno i costi di gestione, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende agricole.

“Senza un giusto riconoscimento economico a chi produce, non può esistere una filiera forte”, avverte Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, che accoglie con favore l’iniziativa ministeriale.

Verona, cuore produttivo sotto assedio.

La provincia scaligera conferma la sua centralità nel settore, con volumi impressionanti.

  • Produzione 2025: stimata oltre le 321.387 tonnellate.
  • Bilancio quinquennale (2021-2025): circa 1,57 milioni di tonnellate immesse sul mercato.
  • Emergenza stalle: si registra una drastica riduzione del numero di allevamenti, specialmente quelli medio-piccoli, con il rischio di desertificazione produttiva del territorio.

Stop alle speculazioni.

Il Tavolo romano dovrà affrontare il nodo delle manovre speculative. Secondo Coldiretti, “le alterazioni lungo la filiera creano un paradosso inaccettabile: ricavi da fame per i produttori e rincari ingiustificati per i consumatori finali”.