Verona pioniera del primo soccorso, oltre 21mila studenti formati grazie anche al sostegno della Fondazione famiglia Rana.
Verona si conferma all’avanguardia nell’educazione al primo soccorso nelle scuole: dal 2021 a oggi sono oltre 21 mila gli studenti veronesi coinvolti nei percorsi formativi promossi dall’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, grazie anche al sostegno della Fondazione famiglia Rana.
Il progetto, denominato “Pillole di Primo Soccorso Peer to Peer”, introduce un modello innovativo di educazione tra pari: sono infatti gli studenti più grandi, appositamente formati, a trasmettere ai compagni più giovani le competenze per affrontare le emergenze, dall’utilizzo del defibrillatore alle principali manovre salvavita.
La fase pilota ha interessato cinque istituti scolastici del territorio, dove 119 studenti tutor hanno formato 826 compagni. Un’esperienza che negli anni è cresciuta fino a coinvolgere oltre 20 mila ragazzi delle scuole veronesi.
Accanto all’apprendimento delle tecniche di primo soccorso, il progetto ha evidenziato anche effetti positivi sul benessere psicologico degli adolescenti. La ricerca sviluppata insieme all’università di Verona mostra che oltre il 90% degli studenti coinvolti dichiara un miglioramento del proprio benessere personale, mentre più dell’86% riferisce una maggiore fiducia nelle proprie capacità dopo il percorso formativo.
L’iniziativa accompagna gli studenti durante tutto il percorso scolastico: oltre 9.600 bambini delle scuole primarie hanno partecipato al progetto “Un battito di mani”, più di 7.100 ragazzi delle scuole medie sono stati formati con “Tieni il tempo: la vita tra le mani” e oltre 3.400 studenti delle superiori hanno ottenuto la certificazione per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico.
Secondo l’Azienda ospedaliera, il modello sviluppato a Verona rappresenta un’esperienza pionieristica anche a livello nazionale, coniugando formazione sanitaria, educazione civica e crescita personale. Un approccio che punta non solo a diffondere la cultura del primo soccorso, ma anche a rendere i giovani cittadini più consapevoli, responsabili e pronti a intervenire in caso di emergenza.
