Verso l’apertura la 78esima edizione dell’Estate Teatrale Veronese, con la nuova direzione artistica: il calendario degli spettacoli.
Si apre all’insegna del rinnovamento la 78esima edizione dell’Estate Teatrale Veronese, che segna l’inizio della direzione artistica di Fabrizio Arcuri. Regista e curatore noto per la sua attenzione ai linguaggi contemporanei, Arcuri imprime al festival una visione chiara: fare del teatro un luogo di comunità, dialogo e apertura internazionale.
- QUI il calendario completo degli spettacoli.
Un cambio di passo che si inserisce in continuità con il percorso avviato dall’autunno scorso alla guida del settore spettacolo del Comune, e che punta a rafforzare il ruolo della rassegna come piattaforma culturale capace di connettere esperienze artistiche globali. L’obiettivo è ambizioso: consolidare il festival più longevo d’Italia come punto di riferimento per la scena contemporanea, intrecciando tradizione e sperimentazione.
La programmazione riflette questa direzione, proponendo spettacoli di alto profilo con protagonisti della scena nazionale e internazionale, accanto a progetti innovativi che sfidano i linguaggi teatrali tradizionali. Un cartellone che si muove tra prosa, danza, musica e forme ibride, includendo anche sperimentazioni digitali e nuove modalità di coinvolgimento del pubblico, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni.
A incarnare visivamente questo nuovo corso è l’immagine guida firmata dall’artista Matteo Basilè. La sua opera, sospesa tra fotografia, pittura e digitale, si configura come un manifesto poetico capace di restituire la complessità dell’esperienza teatrale contemporanea, in equilibrio tra memoria e immaginazione.
Il Teatro Romano cuore del festival.
Cuore pulsante del festival resta il Teatro Romano. Attorno a questo centro si sviluppano nuove traiettorie artistiche e interventi urbani, in un dialogo continuo tra spazi, linguaggi e comunità.
Il tema scelto per il 2026, (H)Earth of Glass, prosegue il percorso sugli stati della materia avviato l’anno precedente, ponendo al centro la Terra: elemento vivo e fragile, ma anche simbolo archetipico di fertilità e rigenerazione. Una chiave di lettura che attraversa l’intera programmazione, organizzata come un sistema di “costellazioni” tematiche ispirate a un immaginario planetario.
Tra le sezioni principali spiccano il Festival Shakespeariano, che rilegge il classico in chiave contemporanea; le Grand Soirée, grandi eventi pensati come celebrazioni collettive; lo spazio dedicato al Classico, tra custodia e reinvenzione della tradizione; la Danza Internazionale; le Contaminazioni Musicali e le Costellazioni, percorsi immersivi diffusi nella città. Particolare attenzione è riservata anche alle nuove generazioni con “Nuove Orbite”, laboratorio dedicato a giovani artisti emergenti.
“Inauguriamo un corso che guarda con decisione al futuro”, sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, evidenziando la volontà dell’amministrazione di sostenere un progetto capace di unire qualità artistica e apertura internazionale. Sulla stessa linea Arcuri, che parla di “un percorso di evoluzione” fondato sull’equilibrio tra tradizione, in particolare quella shakespeariana, e nuove forme espressive.
Il festival può contare sul sostegno di partner storici come Arteven, Banco BPM e il Gruppo Magis, a cui si aggiunge la nuova collaborazione con Pasqua Vini. Un sistema di alleanze che conferma il valore culturale ed economico della manifestazione per il territorio.

