Addio a Mauro Mantovani: il “re del grano” che ha rivoluzionato l’agricoltura veronese.
Un malore improvviso ha spento a 66 anni la vita di Mauro Mantovani, colonna portante di Confagricoltura e del Consorzio Agrario del Nordest. Da Isola Rizza al vertice del sindacato, lascia il ricordo di un innovatore e di un uomo d’altri tempi. Lascia la moglie Paola e i figli Elia e Andrea.
Figura di spicco del panorama agricolo del Nordest e presidente del settore seminativi di Confagricoltura Verona, Mantovani è mancato lasciando un vuoto non solo nella sua Isola Rizza, dove conduceva l’azienda di famiglia, ma in tutto il comparto sindacale e produttivo regionale.
Una vita per la terra e il sindacato.
Mauro Mantovani non era solo un produttore; era un uomo che aveva scelto l’impegno collettivo come missione. Attualmente ricopriva la carica di Vicepresidente del Consorzio Agrario del Nordest e sedeva nella Commissione della Borsa merci per i cereali. In passato, il suo impegno lo aveva visto protagonista anche come vicepresidente del Codive, il consorzio per la difesa delle produzioni agricole.
Il presidente di Confagricoltura Verona, Alberto De Togni, lo ricorda con commozione: “La notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno. Perdiamo un bravo agricoltore e una persona di altri tempi, educatissima e molto equilibrata”. Proprio di recente, De Togni lo aveva proposto per i ruoli nel Consorzio Agrario e in Borsa Merci, riconoscendo in lui una “competenza tecnica fuori dal comune”.
L’innovatore: dalla spiga alla pasta artigianale.
In un mercato cerealicolo sempre più complesso e meno redditizio, Mantovani aveva dimostrato una lungimiranza rara. Specializzato nella produzione di grano duro di altissima qualità, aveva saputo trasformare la propria materia prima in un prodotto finito d’eccellenza: una pasta artigianale macinata a pietra e trafilata al bronzo.
Questa scelta non era solo una sfida imprenditoriale, ma un modello di resistenza agricola. Dimostrando che la qualità organolettica e proteica del grano veronese poteva competere ai massimi livelli, era diventato un punto di riferimento per chi cercava nuove strade per garantire redditività alle aziende agricole tradizionali.

