Lavoro e sangue in Veneto: calano i morti, ma a Verona l’allarme resta rosso

Morti sul lavoro in Veneto: decessi quasi dimezzati nel 2026, ma Verona è maglia nera.

La sicurezza sul lavoro migliora, ma l’allarme resta: il Veneto “respira”, ma Verona resta maglia nera per il numero dei morti. I dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, aggiornati a fine febbraio 2026, scattano una fotografia a due facce per il territorio veneto. Se da un lato le vittime sul lavoro sono quasi dimezzate (-46,7%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dall’altro alcune province continuano a soffrire, con Verona che purtroppo conquista il triste primato regionale per numero di decessi totali.

Il Veneto passa in “Zona Gialla”: vittime quasi dimezzate.

Nei primi due mesi del 2026, il Veneto ha registrato 8 vittime sul lavoro, contro le 15 del febbraio 2025. Un calo drastico che permette alla regione di abbandonare la preoccupante zona arancione per entrare in zona gialla. Con un’incidenza di 2,7 morti per milione di occupati, il Veneto si posiziona oggi al di sotto della media nazionale (pari a 3,0).

Verona, Padova e Belluno: l’allarme “Zona Rossa”.

Nonostante il miglioramento complessivo, la mappa del rischio evidenzia criticità locali profonde. Verona, con 3 vittime totali da inizio anno, è la provincia più colpita, seguita da Padova (2 decessi) e Belluno (1 decesso, ma con l’indice di incidenza più alto della regione a causa del minor numero di occupati). Queste tre aree restano classificate in zona rossa, la fascia di massimo allarme per mortalità lavorativa.

Al contrario, la situazione appare decisamente più sotto controllo nelle province di Vicenza, Treviso e Rovigo, che al momento si collocano in zona bianca con zero vittime.

L’identikit delle vittime: stranieri e over 65 i più fragili.

L’analisi dell’Osservatorio mette a nudo una realtà drammatica: la fragilità dei lavoratori stranieri. In Veneto, più della metà delle vittime (5 su 8) sono cittadini stranieri. A livello nazionale, il rischio di morte per un lavoratore non italiano è addirittura triplo rispetto a un collega italiano.

Anche l’età gioca un ruolo cruciale: gli over 65 continuano a essere la categoria più colpita dall’incidenza di mortalità, seguiti dai giovanissimi (15-24 anni).

Settori e infortuni: il manifatturiero resta il “fronte”.

Mentre i decessi calano, il numero totale delle denunce di infortunio rimane stabile (quasi 11 mila in Veneto). Il settore più colpito è, come di consueto, quello delle attività manifatturiere, seguito da costruzioni e commercio. Verona guida la classifica regionale anche per numero di denunce totali (2.120).