Oggi la benedizione delle rose di Santa Rita a Verona

Festa di Santa Rita a Verona: la tradizione delle rose benedette contro i casi disperati.

La benedizione delle rose di Santa Rita, che si farà oggi anche a Verona, non è un portafortuna ma un segno di fede. Oggi, venerdì 22 maggio la città si stringe intorno a una delle tradizioni religiose più sentite e cariche di emozione del territorio. Nella rettoria di Santa Maria Antica, alle Arche Scaligere a due passi da Piazza dei Signori, si celebrano i solenni festeggiamenti in onore di santa Rita, la santa “Avvocata dei casi disperati”.

La storica chiesa veronese, che dal 2023 è ufficialmente gemellata con il Santuario di Cascia, accoglie una devozione radicata da lunghissimo tempo. Quest’anno l’appuntamento assume un significato ancora più profondo in concomitanza con il 125esimo anniversario della canonizzazione della Santa, celebrato sotto il tema guida “Speranza e sofferenza alla scuola di santa Rita”. Ad accrescere la solennità della giornata è la presenza del cardinale veronese Mario Zenari, storico Nunzio Apostolico in Siria, chiamato a presiedere la Messa solenne delle ore 10:30 e la successiva Supplica a mezzogiorno.

Al centro dell’intera giornata di celebrazioni, che prevede sette Messe tra le 07:30 e le 20:30, si colloca il momento più atteso e suggestivo per le migliaia di fedeli che affollano la rettoria: il rito della benedizione delle rose.

Il significato profondo della benedizione delle rose di Santa Rita.

La rosa è il simbolo centrale dell’iconografia di Santa Rita. La tradizione cattolica lega questo fiore a un celebre prodigio avvenuto sul letto di morte della mistica agostiniana: in pieno inverno, una cugina le portò una rosa incredibilmente fiorita tra la neve. Un segno che da secoli rappresenta l’amore e la speranza capaci di fiorire anche nelle difficoltà più fredde e apparentemente insormontabili, in perfetta unione con l’altro grande simbolo ritiano, la spina, ferita che la Santa portò sulla fronte per 15 anni come segno di condivisione delle sofferenze di Gesù.

La Chiesa di Verona sottolinea con chiarezza che le rose benedette durante la giornata odierna non vanno intese come oggetti magici o portafortuna. Al contrario, sono segni visibili di fede: non agiscono da sole, ma richiamano il miracolo per attivare la grazia spirituale nel cuore di chi crede.

Come i fedeli utilizzano le rose benedette: i quattro usi tradizionali.

Al termine di ogni celebrazione liturgica viene impartita la tradizionale benedizione sui fiori portati dai devoti. Una volta consacrate, le rose di Santa Rita entrano nelle case e nelle storie personali dei veronesi secondo gesti tramandati di generazione in generazione:

  • Custodia nelle case: le rose vengono portate all’interno delle mura domestiche per proteggere la famiglia, posizionandole vicino ai letti o accanto alle immagini sacre.
  • Dono alle persone malate: i fiori vengono regalati a chi soffre o a chi si trova ricoverato negli ospedali, diventando un veicolo tangibile di conforto e speranza nella guarigione.
  • Conservazione dei petali: una volta che il fiore si è essiccato, i singoli petali vengono sfogliati e conservati nei portafogli o all’interno dei libri di preghiera, come memoria quotidiana della protezione della Santa.
  • Simbolo di riconciliazione: coerentemente con la figura di Rita come donna di pace, le rose vengono donate per chiedere perdono o per ricostruire un legame all’interno di una relazione difficile o spezzata.