Il “miracolo” dell’Azienda ospedaliera di Verona: Laura, nonostante una grave cardiopatia, dà alla luce la piccola Atena.
È una storia di medicina d’eccellenza e di determinazione quella di Laura, 38 anni, nata con una gravissima cardiopatia congenita e ora diventata mamma della piccola Atena, nata all’ospedale di Borgo Trento a Verona. Laura è affetta da cuore univentricolare, una condizione rara che comporta elevati rischi cardiovascolari e per la quale la gravidanza è generalmente sconsigliata. In letteratura scientifica, i casi di donne con questa patologia che riescono ad avere figli sono appena qualche decina.
Il percorso è stato lungo e complesso: iniziato nel 2022, ha incluso due aborti spontanei, gravi aritmie con ricoveri durante la gestazione, tre interventi chirurgici e un post-parto difficile, con 57 giorni complessivi di degenza. Nonostante tutto, oggi Laura, la figlia Atena e il papà Giovanni stanno bene.
La gravidanza è stata seguita fin dall’inizio come ad alto rischio dall’équipe multidisciplinare dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. A 32 settimane e 4 giorni, a causa della rottura prematura delle membrane, si è reso necessario un parto cesareo prematuro, eseguito a Borgo Trento. L’intervento si è svolto senza complicanze: Atena è nata con un peso di 1.690 grammi ed è stata ricoverata per quattro settimane in Neonatologia, mostrando fin da subito buone condizioni cliniche.
Nel periodo successivo al parto, Laura ha affrontato ulteriori complicanze: l’impianto di un pacemaker per gravi disturbi del ritmo cardiaco e, alcune settimane dopo, un’isterectomia necessaria per controllare una persistente emorragia uterina. Oggi le sue condizioni sono stabili.
La mamma si racconta.
Alcune parole di Laura estratte dalla lettera di ringraziamento inviata all’ospedale di Borgo Trento. “Fino a pochi anni fa, mai avrei creduto che una gravidanza fosse nelle carte che la vita mi aveva riservato. Ancora oggi faccio fatica a realizzare che non sto sognando. Le probabilità di successo apparivano veramente esigue, contro probabilità molto più alte di conseguenze serie e/o invalidanti. Così io e mio marito avevamo deciso, con grande dolore, di rinunciare.
Ma ce l’abbiamo fatta, siamo a casa e siamo famiglia. Tutto questo è stato possibile grazie all’instancabile lavoro del personale dell’ospedale Borgo Trento, che ci ha accompagnati passo dopo passo con una professionalità eccezionale e una grandissima umanità. Non mi sono mai sentita una ‘semplice paziente’: tutti si sono occupati di me con una cura che non credevo possibile. Nel post-parto ci sono stati momenti difficili, ma Atena era già con me, e lei, insieme a tutto il team di professionisti e alla rete di parenti e amici, mi hanno dato la forza di andare avanti e di rialzarmi in quei momenti di scoraggiamento, per fortuna pochi”.
Il team multidisciplinare.
Fondamentale è stato il lavoro di squadra che ha coinvolto ginecologi, cardiologi, anestesisti, neonatologi e cardiochirurghi. “È il trionfo della vita e della sanità pubblica”, ha commentato il direttore generale Callisto Marco Bravi, sottolineando come casi così complessi possano essere affrontati solo in strutture di alto livello.
Il gruppo multidisciplinare dedicato alla gestione delle cardiopatie in gravidanza, composto da ginecologi (prof.ssa Ricciarda Raffaelli, dott.ssa Carla Zamboni, dott.sse Elena Mantovani, Anna Presti e Carlotta Tosadori), i cardiologi (dott. Matteo Ciuffreda, dott.ssa Alessandra Cristofaletti e dott. Paolo Ferrero), gli anestesisti e le ostetriche, hanno seguito Laura fin dalle prime settimane di gestazione, garantendo assistenza continua nonostante l’elevato rischio clinico.
La decisione di procedere con il taglio cesareo è stata condivisa tra l’équipe ginecologica guidata dal prof. Stefano Uccella, i cardioanestesisti coordinati dal prof. Leonardo Gottin, i neonatologi guidati dal dott. Renzo Beghini e il gruppo di cardiologia pediatrica diretto dal dott. Matteo Ciuffreda.
