Verona protegge i piccoli dai disturbi dell’apprendimento: la scuola accelera sulla prevenzione.
Il comune di Verona non lascia indietro nessuno e attraverso la scuola, protegge i bambini dei disturbi dell’apprendimento. Ecco lo screening che salva il futuro dei bambini per individuare un ostacolo prima che diventi un muro. È questo il cuore di PreDisA il progetto che sta rivoluzionando l’approccio ai disturbi dell’apprendimento nelle scuole primarie di Verona. Con un investimento di 70mila euro, il Comune ha deciso di puntare tutto sulla prevenzione precoce: intercettare fatica e fragilità già in prima elementare per trasformarle in successi scolastici.
Il fattore tempo: dai 7 anni ai 3 mesi.
La vera rivoluzione è nel calendario. Se normalmente una diagnosi arriva intorno alla terza o quarta elementare — spesso dopo anni di frustrazioni e cali di autostima — grazie a questo protocollo i test avvengono a 6 anni. In circa il 40% dei casi, le difficoltà iniziali vengono superate grazie a cicli di potenziamento mirati direttamente in classe, evitando ai bambini il peso della “medicalizzazione” e garantendo a tutti, indipendentemente dal reddito familiare, le stesse opportunità.
I numeri del successo.
Quest’anno il progetto coinvolge 1.398 bambini (il 94% degli iscritti in città) distribuiti in 85 classi. Non si tratta solo di carta e penna: dietro le quinte lavora una piattaforma tecnologica d’avanguardia sviluppata dall’Università di Verona, capace di gestire dati che presto potrebbero servire migliaia di studenti in tutta la Regione.
Una scuola che cura
«È l’investimento più significativo del nostro assessorato», spiega Elisa La Paglia, assessora alle Politiche scolastiche. Il progetto, nato dalla sinergia tra Rotary Club, Ulss 9 Scaligera e Ufficio Scolastico, “non aiuta solo chi è in difficoltà: rende l’intero gruppo classe più omogeneo e sereno – conclude La Paglia -. Perché un bambino che impara a leggere e scrivere con fiducia è un adulto che crederà in se stesso”.
