“Più negozi, più sicurezza”: Confcommercio Verona lancia l’allarme contro degrado e criminalità.
Verona, l’allarme di Confcommercio: “Sicurezza in calo per un’impresa su tre, i negozi chiusi aprono la porta al degrado”. In occasione della Giornata della Legalità, Confcommercio Verona scatta una fotografia preoccupante del territorio: il 30% delle imprese del terziario segnala un netto peggioramento dei livelli di sicurezza nell’ultimo anno. Il messaggio è chiaro: “Dove si spegne una vetrina, si accende il rischio criminalità”.
Il negozio come presidio sociale.
Lo slogan della manifestazione 2026, “Più negozi e più sicurezza per contrastare la desertificazione”, riassume una verità sotto gli occhi di tutti. Secondo l’indagine di Confcommercio, il 54,2% degli imprenditori è convinto che la presenza di locali sfitti o abbandonati sia il principale volano per microcriminalità e vandalismo.
“Legalità e sicurezza sono basi imprescindibili per lo sviluppo”, ha dichiarato il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena. “I negozi aperti non sono solo attività economiche, ma presidi del territorio. La desertificazione commerciale impoverisce il tessuto sociale e lascia spazio al degrado”.
Centro storico e periferie: due facce della stessa emergenza.
La percezione di insicurezza attraversa tutta la città, ma con sfumature diverse. Per quanto riguarda il centro storico, la presidente della Prima Circoscrizione di Confcommercio, Francesca Toffali, punta il dito contro la “mala movida” e le baby gang. “Il 27,2% delle imprese del Nord Est ha avuto a che fare con bande giovanili. Verona non è abbastanza sicura: serve un lavoro di squadra tra forze dell’ordine e amministrazione”.
“Il degrado è l’incubo delle periferie“. Per Massimo Montresor (Settima Circoscrizione), la chiusura delle attività di quartiere porta inevitabilmente a un senso di abbandono: “Il commercio è un presidio sociale indispensabile soprattutto nelle aree marginali”.
Furti e investimenti in difesa: la parola agli orafi.
Il settore più colpito resta quello orafo. Christian Salvi, presidente di Federpreziosi Verona, conferma che i furti sono la preoccupazione numero uno per il 37,3% delle imprese. La risposta degli imprenditori è stata una massiccia corsa ai ripari: l’88,4% delle attività ha investito di tasca propria in videosorveglianza, allarmi e sistemi di protezione hi-tech per difendere dipendenti e clienti.
L’ombra dell’abusivismo.
Non c’è solo la criminalità “di strada”. Francesco Gentili (Fimaa Verona) mette in guardia dall’abusivismo nel settore immobiliare: “Oltre il 66% delle imprese si sente penalizzata dalla concorrenza sleale. Gli operatori improvvisati non danneggiano solo noi professionisti, ma creano rischi enormi per i cittadini“.
L’importanza della denuncia.
Nonostante il clima difficile, la fiducia nelle istituzioni resta alta. Il direttore generale Nicola Dal Dosso sottolinea come il 68,4% degli imprenditori ritenga fondamentale denunciare ogni sopruso. “Serve sostenere le imprese sane e consolidare il dialogo con le forze dell’ordine. Solo una comunità viva e partecipe può respingere l’illegalità“.
