Cuore trapiantato a bimba di 11 mesi, eccezionale intervento a Verona

Trapianto di cuore a una bambina di 11 mesi a Verona.

Trapianto di cuore a una bambina di 11 mesi, eccezionale intervento a Verona: nella mattina di martedì 24 febbraio, l’équipe cardiochirurgica guidata da Giovani Battista Luciani ha trapiantato il cuore a una lattante di 11 mesi e di 8 chili di peso. Ricoverata all’ospedale di Borgo Trento dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona da quando è nata, la piccolissima paziente era affetta da una cardiomiopatia dovuta alla mutazione genetica di una proteina cardiaca. L’eccezionalità del trapianto sta nell’età (sotto i 12 mesi) e nel peso (sotto i 10 chili) del ricevente, il primo di questo genere che viene fatto a Verona e fra i pochi in Italia.

Cecilia (nome di fantasia) è stata estubata stamattina, venerdì 27 febbraio, e ha una assistenza meno invasiva nel reparto di Terapia intensiva Cardio toraco vascolare, diretta da Leonardo Gottin, dove rimarrà ancora qualche settimana, prima di essere trasferita alle degenze pediatriche per la stabilizzazione della terapia farmacologica. 

Il percorso clinico in Aoui.

La piccolissima paziente è nata con una forte aritmia incompatibile con la vita, per questo motivo è stata subito portata all’ospedale di Borgo Trento, prima in osservazione e poi per un’assistenza temporanea nella speranza che la frequenza cardiaca si assestasse, come spesso accade nei neonati. Invece, il decorso clinico è rimasto sempre ai limiti della criticità, fino alla diagnosi genetica che ha tolto la possibilità di guarigione spontanea.

La terapia medica intrapresa ha avuto necessità di un ulteriore aiuto con l’impianto di un dispositivo che supportasse la parte sinistra del cuore. Da settembre, Cecilia è stata in Terapia intensiva Cardio aiutata dal “Berlin heart”, il dispositivo di assistenza ventricolare VAD che è un’apparecchiatura con un costo di gestione giornaliero di circa 300 euro. In questi mesi Cecilia è cresciuta di peso in attesa del trapianto.

In tutto questo lungo periodo, oltre alle due Unità operative direttamente coinvolte, sono stati molti gli specialisti Aoui che si sono occupati della lattante, un gruppo multidisciplinare composto da: pediatri, cardiologi pediatri, Terapia intensiva neonatale, rianimatori, psicologi clinici, neurologi.

Il trapianto.

Il programma del trapianto è stato, dunque, deciso come intervento salvavita. Così, quando nella notte fra il 23 e il 24 è arrivata la notizia del donatore compatibile con età e peso del ricevente, l’équipe del prof Luciani è partita per effettuare il prelievo dell’organo. Tornata nelle sale operatorie di Borgo Trento ha effettuato l’intervento chirurgico togliendo il Belin heart e impiantando il cuore nuovo a Cecilia. L’atto chirurgico è durato 4 ore. Al buon esito dell’intervento hanno contribuito in molti oltre ai chirurghi, i tecnici perfuzionisti, gli infermieri specializzati, gli anestesisti rianimatori.

L’Uoc Cardiochirurgia di Verona è dal 1994 attiva nei trapianti di cuore e con 35 interventi nel 2025 è stato il più alto numero nel nord Italia. La trapiantologia pediatrica è iniziata 4 anni fa, finora sono 8 i piccoli pazienti trapiantati e 4 in attesa dell’organo.

Alla conferenza stampa erano presenti: Callisto Marco Bravi direttore generale Aoui; Giovanni Battista Luciani direttore Cardiochirurgia con i cardio chirurghi Livio San Biagio responsabile Trapianti e Antonella Galeone; Leonardo Gottin direttore Terapia intensiva Cardio toraco vascolare con gli anestesisti rianimatori Bruno Dal Corso e Alessandro Russo.

Bravi: “Il nostro pensiero anche ai genitori del donatore”.

Bravi direttore generale Aoui: “Non deve mai venire meno la fiducia nella capacità trapiantologica della sanità italiana, alla quale concorrono professionalità di altissimo livello, dal Centro trapianti nazionale fino alle strutture operative. La nostra Azienda ha dato prova di grande capacità e di disporre delle numerose professionalità specialistiche necessarie a interventi di questa complessità. Da non dimenticare è anche la sicurezza garantita dalle tecnologie e dagli investimenti innovativi. Viviamo in una città e in una regione che primeggiano per sensibilità nella donazione di organi e tessuti. Il nostro pensiero oggi va alla piccola Cecilia e ai suoi genitori, ma anche ai genitori del donatore che hanno compiuto un gesto di grande generosità”.

San Biagio responsabile trapianti: “Una volta concluso il percorso in Terapia intensiva, la bambina verrà trasferita in area pediatrica. Qui continueremo a monitorare i livelli degli immunosoppressori, gli esami strumentali, l’ecocardiogramma e tutti i parametri clinici. Quando il quadro sarà stabilizzato, potrà essere dimessa a domicilio: il follow-up sarà condiviso tra l’ambulatorio pediatrico, che si occuperà anche dei prelievi per il dosaggio dei farmaci, e i controlli specialistici con il nostro team, per l’ottimizzazione della terapia”.