Cellule staminali dai denti per sconfiggere l’autismo: l’incredibile studio della Ulss di Verona.
Autismo, la rivoluzione parte dai denti: l’Ulss di Verona, capofila del Veneto, guida la ricerca mondiale con il progetto “Connettivoma”. In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo che si celebra il 2 aprile, il mondo della sanità e della ricerca accende i riflettori su una sfida ambiziosa che vede Verona e il Veneto in prima linea. Non si parla più solo di comunicazione e socialità, ma di una nuova frontiera scientifica capace di leggere i segni dell’autismo nel corpo, partendo da un luogo inaspettato: la polpa dentale.
I numeri di un fenomeno che ci riguarda tutti.
L’autismo non è una condizione rara. I dati internazionali parlano di due bambini su cento, mentre in Italia la stima è di circa un bambino ogni 77. Solo in Veneto, sono oltre 50mila le persone che convivono con un disturbo dello spettro autistico, rendendo questa condizione una priorità assoluta sul piano clinico, educativo e sociale.
Progetto “Connettivoma”: una svolta scientifica.
L’Azienda Ulss 9 Scaligera è capofila di “Connettivoma” , un progetto di ricerca d’avanguardia finanziato dalla Regione del Veneto. L’obiettivo è rivoluzionario: individuare biomarcatori precoci analizzando le cellule staminali estratte dai denti e dal legamento parodontale.
L’ipotesi scientifica, ispirata alla “teoria del connettivoma”, suggerisce che l’autismo lasci tracce non solo nelle connessioni cerebrali, ma in tutto l’organismo. Grazie alla sinergia con Andrea Sbarbati dell’Università di Verona, i campioni biologici raccolti dai centri odontostomatologici di diverse province (Verona, Vicenza, Padova e Sacro Cuore Don Calabria) vengono analizzati nei laboratori dell’Ateneo per mappare questa complessa relazione tra psiche e corpo.
Una speranza per le famiglie.
«Questo studio potrà offrire un contributo fondamentale all’identificazione precoce dell’autismo» spiega Leonardo Zoccante, direttore dell’Uoc Infanzia Adolescenza e Famiglia dell’Ulss 9. «Identificare precocemente i segnali significa costruire percorsi di cura e supporto su misura, capaci di evolvere insieme ai piani di vita di ogni singola persona».
