Verona, al via il restauro della statua di San Michele Arcangelo danneggiata dal nubifragio.
Rinasce la statua di San Michele Arcangelo danneggiata dal forte nubifragio: al via i lavori di restauro a Verona. Ha quindi inizio l’atteso intervento di recupero della storica statua, simbolo identitario, religioso e culturale del quartiere di San Michele Extra. Il prezioso manufatto cinquecentesco, gravemente mutilato durante il violento nubifragio dell’estate 2023, sarà interamente restaurato per essere restituito alla cittadinanza nel pieno della sua originaria bellezza monumentale.
I ponteggi sono già stati eretti sul sagrato della chiesa di San Michele Extra, segnando l’avvio ufficiale di un cantiere che unisce l’eccellenza tecnica della manodopera specializzata e una collaborazione tra pubblico e privato. Per verificare l’inizio delle operazioni, la vicesindaca e assessora ai Beni Culturali, Barbara Bissoli, ha effettuato un sopralluogo al cantiere, accompagnata dal presidente del Consiglio Comunale Stefano Vallani, dal consigliere Fabio Segattini e dal presidente della Circoscrizione 7, Carlo Pozzerle.
Legame: storia, fede e quartiere.
La scultura, realizzata in pietra arenaria e risalente al XVI secolo, svetta tradizionalmente sulla sommità di una colonna in pietra bianca. Sottoposta alle disposizioni di tutela dei beni culturali, l’opera rappresenta molto più di un semplice elemento architettonico: è un pilastro della memoria storica locale. Di proprietà della parrocchia di San Michele Arcangelo, la statua è gestita in comodato d’uso dal comune di Verona fin dal 2008.
Negli ultimi decenni l’azione erosiva del tempo e degli agenti atmosferici ne aveva progressivamente minato la superficie, ma il colpo di grazia è arrivato nel corso dell’estate del 2023. Un improvviso e violento nubifragio provocò il distacco e la caduta di porzioni significative delle ali e di altri frammenti della scultura. Fortunatamente, i reperti furono recuperati e messi in sicurezza dalla Direzione Edilizia Monumentale, ed oggi sono pronti per essere ricollocati nella loro posizione originaria attraverso tecniche di precisione.
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I dettagli economici e l’accordo di mecenatismo.
L’operazione di restauro conservativo è stata resa possibile grazie a una proficua sinergia finanziaria. Il quadro economico complessivo del progetto ammonta a 28.175 euro (più IVA). A sbloccare e velocizzare l’intervento è stata la generosa donazione dell’impresa Campagnola Restauro di Pellini Emilio, che ha messo a disposizione gratuitamente la propria manodopera specializzata per un valore stimato di ben 18.060 euro (più Iva), formalizzata tramite una convenzione.
La quota restante, pari a 10.115 euro, è interamente a carico del comune di Verona e coprirà i costi vivi legati alla fornitura dei materiali protettivi e integrativi, le utenze di cantiere e le imponenti strutture di ponteggio. Trattandosi di risorse già stanziate all’interno del bilancio comunale per il triennio 2026-2028, l’intervento non andrà a gravare con nuove spese impreviste sulle casse pubbliche.
Tecnica e burocrazia: tre mesi per la rinascita.
Il dettagliato progetto di ripristino porta la firma della nota restauratrice Daniela Campagnola e ha ricevuto il via libera definitivo dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ha stabilito rigide linee guida e prescrizioni metodologiche per garantire l’assoluta fedeltà storica del restauro.
