Alberi di via Preare, c’è la perizia degli esperti. Il Comune: “Ecco perchè li abbiamo abbattuti”

Il comune di Verona torna sull’abbattimento degli alberi di via Preare. E spiega le motivazioni dell’intervento.

Il comune di Verona torna a parlare della tanto discussa via Preare, dove l’abbattimento di 62 tigli ha scatenato una ver e propria ondata di polemiche in città. L’obiettivo dell’operazione è quello di “trasformare una strada oggi prevalentemente di attraversamento in un viale più sicuro, più verde e più vivibile – si legge in una nota di palazzo Barbieri – capace di coniugare mobilità sostenibile, qualità ambientale e migliore gestione delle infrastrutture. Dopo oltre trent’anni, via Preare si prepara a cambiare volto grazie a un progetto che ridisegnerà uno degli assi di collegamento della zona nord della città. La realizzazione della nuova pista ciclabile porterà con sé una serie di interventi integrati: nuove alberature, la copertura della canaletta esistente con il miglioramento del deflusso delle acque meteoriche e una sistemazione complessiva dello spazio urbano”.

Valutazione e stato di salute delle piante.

“Per raggiungere questo obiettivo – spiega ancora l’amministrazione – sono in corso una serie di interventi. In primis, il programmato, come da valutazioni definite dalla relazione tecnica sullo stato di salute e stabilità delle alberature, il taglio dei tigli. Gli alberi, infatti, andavano progressivamente sostituiti entro il 2028. La perizia redatta da professionisti del settore ha rilevato come il filare di via Preare presentasse diverse criticità.

Il documento tecnico evidenziava inoltre che, con il tempo, tutte le piante del filare avrebbero dovuto essere sostituite avendo raggiunto la fine del ciclo vitale a causa dei numerosi interventi subiti nel corso degli anni, come scavi entro la fascia di rispetto e drastiche potature, distinguendo tra diversi livelli di rischio: criticità più elevate, rischio tollerabile e altre condizioni intermedie”.

“Stiamo parlando di alberi collocati in un contesto urbano ad alto scorrimento – sottolinea l’assessore al Verde, Federico Benini – quindi la stabilità delle piante è un tema particolarmente rilevante. La perizia ha individuato alcune situazioni di criticità che richiedevano un intervento immediato, tanto che alcuni alberi sono stati abbattuti subito perché potevano mettere a rischio l’incolumità di chi transita in quella zona.

Inizialmente l’ipotesi era quella di procedere con una sostituzione graduale. Successivamente, però, – afferma l’assessore Benini – a seguito di un confronto tecnico tra la Direzione Verde, la Direzione Lavori e la Consulta del Verde – che è stata costituita da questa amministrazione ed è composta da associazioni che si occupano di verde urbano, come Legambiente e Wwf e da professionisti del settore – si è deciso di procedere con una sostituzione integrale del filare”.

Motivazioni dell’intervento.

“La scelta – sostiene palazzo Barbieri – è stata motivata da più fattori. Da un lato c’è il tema della sicurezza: intervenire con un cantiere su un filare che presenta criticità comporta rischi non solo per i lavoratori, ma anche per le persone che transitano in quella zona. Dall’altro lato c’è l’esigenza di ripensare complessivamente l’impianto, prevedendo anche un nuovo sistema di irrigazione e una sistemazione più adeguata per le nuove alberature. Mettendo insieme tutti questi elementi tecnici, e con il parere favorevole della Consulta del Verde, si è quindi deciso di procedere con la sostituzione completa in un’unica fase.

Per quanto riguarda il tema delle nidificazioni, sono stati effettuati controlli con droni proprio per verificare l’eventuale presenza di nidi. Non essendo emerse criticità sotto questo aspetto, si è scelto di procedere con l’intervento”.

Il nuovo verde.

In sintesi, le piante verranno ripiantate nella stagione agronomica più adatta. Si sta elaborando un progetto di riqualificazione dell’area che prevede la messa a dimora di alberi di medio e alto fusto e arbusti. Verrà predisposto un impianto di irrigazione a ala gocciolante. Il numero di piante da mettere a dimora sarà indicativamente di 70. “Si sottolinea che la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio ha prescritto la ripiantumazione di piante di dimensioni adeguate”.

“Si sta valutando – aggiunge l’amministrazione comunale – la possibilità di estendere la piantagione anche in eventuali spazi idonei presenti sull’altro lato di via Preare”. Le risorse economiche per questo intervento, non previsto dal progetto della ciclabile, sono pari a 50mila euro e sono state stanziate dall’amministrazione comunale.

“Per il nuovo corridoio verde di via Preare a breve – aggiunge l’assessore alla Mobilità, Tommaso Ferrari – andrà in giunta la modifica della classificazione di via Preare includendo l’area come centro abitato certificando lo stato di fatto vista la presenza di moltissime attività commerciali. Il progetto della pista ciclabile prevede anche interventi di miglioramento della regimazione delle acque meteoriche che coerenti con le infrastrutture previste per la nuova rotonda prevista nell’ambito del progetto Filovia”.

Il quadro storico dell’intervento.

Elisa Dalle Pezze, presidente della Circoscrizione 2^ al suo secondo mandato, traccia un quadro storico dettagliato: “Nel 2021 erano già stati abbattuti una quindicina di tigli per problematiche medesime a quelle rilevate dalla perizia attuale a dimostrazione di come già allora il viale fosse monitorato da Amia. In quell’occasione la Circoscrizione aveva approvato un documento indirizzato agli allora assessori Segala e Padovani per chiederne il reimpianto, possibile solamente con la modifica dei limiti del centro abitato da estendere a tutta via Preare. Da Codice della Strada, infatti, per ragioni di sicurezza legate alle distanze dalla carreggiata non sarebbe stato possibile ripiantumare. La richiesta non fu presa in considerazione e quei tigli non furono sostituiti.

Di fronte a una perizia che, come allora, prevede la sostituzione di alberi lungo il medesimo filare oggi la situazione è diversa: sono già stati stanziati i fondi per l’intervento ed è in corso di stesura la delibera che modificherà i limiti del centro abitato, elemento fondamentale che consentirà le ripiantumazioni entro fine 2026″.