Ultimo giorno di scuola, anche a Verona mobilitazione contro Valditara

Nell’ultimo giorno di scuola a Verona e in tutto il Veneto mobilitazione della Rete Studenti Medi contro il ministro Valditara.

Oggi 6 giugno è l’ultimo giorno di scuola, e anche a Verona e in tutto il Veneto, come nel resto d’Italia, l’associazione studentesca Rete degli Studenti Medi ha organizzato una mobilitazione nazionale, con azioni davanti alle scuole. 

Davanti a tantissime scuole in tutto il Veneto gli studenti hanno appeso dei manifesti rivolti al ministro Giuseppe Valditara e alle sue politiche negli ultimi anni, che recitano ‘Ministro, lei quest’anno è decisamente bocciato’; e  una ‘Pagella scolastica’ che rappresenta le eclatanti mancanze del ministero in questi anni di mandato.

“Censurata ogni forma di dissenso”.

“Dopo oltre tre anni di mandato il ministro Valditara continua a dimostrare la sua intenzione di smantellare la scuola pubblica un provvedimento alla volta. Oggi abbiamo scelto di parlare lo stesso linguaggio del ministero, quello del merito – dichiara Viola Carollo, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Veneto -. In tre anni sono state prese decisioni sulla nostra pelle senza mai un reale confronto: Valditara ha censurato ogni forma di dissenso, tagliato parti dei programmi di storia e filosofia, modificato i percorsi nei licei tecnici per asservirli sempre di più alle necessità delle aziende. Allo stesso tempo si sono fatti solo passi indietro sui temi del benessere psicologico, dei fondi per l’edilizia scolastica, da ultimo la legge approvata ieri in Senato che ridimensiona l’accesso all’educazione sessuale e affettiva. Esattamente il contrario di quello che serve alla scuola pubblica”, aggiunge Carollo.

“Il messaggio è chiaro – conclude -: non siamo disposti a scendere a patti quando si parla del nostro futuro, per questo continueremo a mobilitarci, oggi come ultimo giorno di scuola, il 18 giugno per la prima prova della maturità e anche durante gli orali, perché il cambiamento può e deve partire da noi”.

La mobilitazione fa parte di un percorso che proseguirà fino alla fine degli orali dell’esame di Maturità, nei confronti della quale il sindacato studentesco si è già espresso profondamente contrario alle nuove modalità d’esame.