Povertà, Verona scommette sul welfare: pronti 530 mila euro per il piano sociale 2026.
Verona, oltre mezzo milione di euro per il contrasto alla povertà: approvato il piano 2026 “per non lasciare indietro nessuno”. Il Comune di Verona, nel suo ruolo di capofila dell’Ambito Territoriale Sociale VEN_20, ha dato il via libera ufficiale al programma di contrasto alla povertà per l’anno 2026. Un piano massiccio che coinvolge 20 comuni e oltre 470 mila residenti, puntando a dare risposte su tre fronti critici: lavoro, casa e minori.
Le risorse in campo.
Il finanziamento complessivo ammonta a 531.304 euro di fondi regionali, a cui Palazzo Barbieri ha deciso di aggiungere uno stanziamento volontario di 20 mila euro. Una scelta politica precisa per ampliare la platea dei beneficiari e potenziare l’efficacia degli interventi.
Tre pilastri per l’inclusione.
Il programma, attivo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, si articola su tre direttrici.
Reddito di Inclusione Attiva (Ria) Destinato a chi non può ancora rientrare nel mercato del lavoro. Prevede progetti di volontariato o attivazione sociale (da 10 a 60 ore mensili) in collaborazione con il Terzo Settore, con un contributo massimo di 400 euro al mese.
Sostegno all’Abitare (So.A.). Un aiuto fondamentale per prevenire gli sfratti e la precarietà abitativa. I nuclei familiari potranno ricevere fino a 3.500 euro per coprire affitti arretrati, rate del mutuo, bollette o piccoli interventi di manutenzione.
Lotta alla povertà minorile. Un fondo dedicato ai bambini e ai ragazzi in contesti fragili. Le risorse finanzieranno attività sportive, educative, centri estivi e strumenti digitali per garantire pari opportunità e spezzare il ciclo della povertà generazionale.
Un welfare “su misura”.
La vera novità del modello veronese risiede nella personalizzazione: l’accesso ai fondi non è automatico, ma passa attraverso la presa in carico dei Servizi Sociali e la firma di un progetto di attivazione. In sintesi, un patto tra istituzioni e cittadino per favorire l’autonomia e il reinserimento sociale. Le risorse saranno ripartite tra i comuni dell’Ambito (compresi i Distretti 1 e 2 dell’Ulss 9 Scaligera) in base alla popolazione residente.
