Sale la tensione nella Lega veronese, Borchia si ribella e attacca: “Verona penalizzata dalla Regione, serve un chiarimento”.
Torna a salire la tensione nella Lega veronese, e si infiamma la corsa alle amministrative di Verona, dopo le ultime nomine approvate dal consiglio regionale veneto. Con il centrodestra che a Verona sembra ancora lontano dal trovare un candidato per la carica di sindaco. A denunciare quello che definisce un nuovo “squilibrio” a danno del territorio scaligero è Paolo Borchia, segretario provinciale del partito ed eurodeputato.
Secondo Borchia, dopo la mancata assegnazione di un assessore regionale alla Lega veronese, anche le recenti nomine avrebbero favorito gli alleati del centrodestra, lasciando Verona senza adeguata rappresentanza. “Non è una questione di posti o poltrone – afferma – ma di arrivare alle prossime elezioni amministrative con ruoli operativi che consentano di dimostrare ai cittadini il lavoro svolto”.
Il segretario provinciale rivendica i risultati ottenuti dal movimento negli ultimi anni, ricordando il primato della Lega alle elezioni regionali in città e provincia, il numero di tesserati e i risultati raggiunti sul territorio, oltre alle presidenze conquistate in Provincia, Acque Veronesi, Fiera e Upi Veneto. Successi che, secondo Borchia, non avrebbero però trovato un corrispettivo riconoscimento a livello regionale.
Respingendo le ricostruzioni che attribuiscono la situazione alle divisioni interne del partito, Borchia chiede un chiarimento ai vertici veneti della Lega. “Il limite è stato oltrepassato – conclude –. Non ho condiviso né il metodo né la strategia adottati. Servono spiegazioni, e siano convincenti”.
