Svolta a Bosco Chiesanuova: una donna è la prima presidente del Film Festival della Lessinia.
Il Film Festival della Lessinia scrive una nuova pagina della sua trentennale storia: Nadia Massella è la prima presidente donna. La nomina, avvenuta nel segno della continuità e dell’eccellenza, segna un passaggio di testimone significativo con il presidente uscente Renato Cremonesi, che resterà all’interno del consiglio per garantire il suo prezioso supporto organizzativo.
Una vita dedicata alla montagna e alla cultura.
Nadia Massella non è un volto nuovo per il Festival, ma una delle sue anime storiche. Ex insegnante e figura di spicco della cultura locale, ha visto nascere la rassegna oltre trent’anni fa. Il suo legame con il territorio è viscerale: membro del Curatorium Cimbricum Veronense, presidente del museo Luxino e parte attiva della redazione della rivista La Lessinia – Ieri Oggi Domani.
«Ho visto nascere questo Festival da un’idea di far conoscere la Lessinia attraverso i film», ha dichiarato la neo presidente durante l’annuncio ufficiale a Bosco Chiesanuova. «Negli anni ci siamo aperti al mondo, portando al nostro pubblico la vita delle genti di montagna di ogni continente».
Tra radici locali e slancio internazionale.
La scelta di Massella non è casuale. Il direttore artistico Alessandro Anderloni ha sottolineato come la nuova presidente unisca un amore profondo per le proprie radici a una spiccata curiosità internazionale, essendo una viaggiatrice che ha visitato ogni angolo del pianeta.
Questa nomina arriva in un momento di salute straordinaria per la manifestazione. L’edizione 2025 ha infatti infranto ogni record, superando le 30 mila presenze con una media di 3. mila visitatori al giorno. Un successo che, come evidenziato dal sindaco Claudio Melotti, dimostra come il Festival sia ormai un punto di riferimento non solo per il Veneto, ma per l’intera scena cinematografica internazionale dedicata alla montagna.
L’eredità di Renato Cremonesi.
Il presidente uscente lascia una rassegna moderna e consapevole. Sotto la guida di Cremonesi, il Festival ha saputo anticipare i tempi con la sezione FFDLgreen, trasformando l’evento in un modello di sostenibilità grazie alla drastica riduzione di plastica ed emissioni di Co2. «Lascio in piena serenità -, ha commentato Cremonesi, il Festival ha compiuto un salto di qualità e ora ha bisogno di una guida forte e sicura».
