Torna l’ora legale, stanotte lancette avanti di un’ora.
Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 torna l’ora legale. Alle 2:00 le lancette andranno spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 3:00. Un cambiamento che segna l’arrivo della stagione primaverile, con giornate più lunghe e una maggiore disponibilità di luce naturale nelle ore serali, a fronte però della perdita di un’ora di sonno. Il ritorno all’ora solare è previsto per il 25 ottobre 2026.
Perchè c’è l’ora legale.
Introdotta in Italia nel 1916 con l’obiettivo di contenere i consumi energetici, l’ora legale continua ancora oggi a produrre effetti rilevanti. Secondo i dati di Terna, nei mesi di applicazione si registra ogni anno un risparmio significativo in termini economici ed energetici, grazie al minor utilizzo dell’illuminazione artificiale nelle ore serali. Negli ultimi anni, questo sistema ha consentito una consistente riduzione dei consumi elettrici e delle emissioni di CO₂, confermandosi come una misura utile anche sul piano ambientale.
I dubbi per la salute.
Accanto ai benefici, restano però alcune criticità legate alla salute. Il cambio dell’ora può interferire con il ritmo circadiano, influenzando il ciclo sonno-veglia. Studi scientifici, tra cui quelli condotti dall’Università di Stoccolma, evidenziano come nei giorni immediatamente successivi al passaggio all’ora legale si possa registrare un lieve aumento del rischio cardiovascolare, oltre a disturbi del sonno, calo della concentrazione e variazioni dell’umore. Alcune ricerche segnalano anche un incremento degli incidenti stradali e sul lavoro.
Il tema resta aperto anche sul piano politico europeo. Nel 2018 la Commissione Europea aveva proposto di abolire il cambio d’ora, sulla base di una consultazione pubblica che aveva visto una larga maggioranza favorevole. Tuttavia, la mancanza di un accordo tra gli Stati membri ha finora impedito l’attuazione della riforma. Le diverse esigenze geografiche continuano a dividere l’Europa: i Paesi del Nord tendono a opporsi all’ora legale, mentre quelli dell’area mediterranea, tra cui l’Italia, ne sottolineano i vantaggi.
Per il momento, dunque, il tradizionale spostamento delle lancette resta confermato anche per il 2026. Un appuntamento che, tra benefici energetici e possibili effetti collaterali, continua a far discutere cittadini, esperti e istituzioni.
