Sei indagati per tentata estorsione e riciclaggio nell’indagine della Squadra Mobile di Verona, perquisizioni in varie regioni.
Sei persone sono indagate per tentata estorsione, riciclaggio e dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nella giornata del 23 giugno gli investigatori della Squadra Mobile di Verona, coordinati dalla Procura scaligera, hanno notificato gli avvisi di garanzia ed eseguito perquisizioni nelle sedi di diverse società riconducibili agli indagati, dislocate in varie regioni d’Italia.
L’inchiesta, avviata nel novembre 2025 dopo la denuncia di un noto imprenditore veronese, ruota attorno all’acquisizione di una società di logistica con sede a Padova. Secondo gli investigatori, due fratelli originari del Casertano, pur non comparendo formalmente nella compagine societaria, avrebbero ottenuto somme di denaro attraverso il pagamento di fatture emesse da aziende a loro riconducibili.
Le accuse comprendono anche un presunto tentativo di estorsione legato alla richiesta di partecipare a un nuovo progetto imprenditoriale promosso dall’imprenditore veronese. Dopo il rifiuto, sarebbero seguite richieste di denaro e comportamenti sempre più minacciosi, culminati nei primi giorni del 2026 con un “assalto” nella sede dell’azienda. Durante l’episodio è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco a causa dell’attivazione della cortina fumogena dell’impianto antintrusione.
Le perquisizioni effettuate mirano a ricostruire i flussi finanziari e la provenienza delle ingenti somme di denaro movimentate dagli indagati.
