Doppia rapina nel Veronese, a un bar di Valeggio e una tabaccheria di San Giorgio in Salici: arrestati i presunti autori.
Nella mattinata del 26 maggio scorso i carabinieri di Peschiera del Garda e Villafranca di Verona hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Verona su richiesta della Procura, nei confronti di un 30enne e un 28enne, già noti alle forze dell’ordine, poichè gravemente indiziati di “rapina aggravata in concorso, lesioni personali aggravate e porto illegale di arma comune da sparo”, messe a segno nel mese di novembre 2025, ai danni di due esercizi commerciali, uno a Valeggio Sul Mincio e l’altro a San Giorgio in Salici.
La prima rapina in un bar di Valeggio.
La prima rapina riguarda un bar di Valeggio, dove un individuo con il volto completamente travisato, armato di pistola, dopo essersi posizionato dietro al bancone, si impossessava del registratore di cassa e della somma di circa 1200 euro, dileguandosi subito dopo a piedi. Solo grazie all’acquisizione da parte dei carabinieri delle immagini delle telecamere poste lungo le vie del centro, si è riusciti a individuare uno dei due indagati, mentre transitava prima della rapina, e solo grazie all’accurata ricostruzione fatta dagli investigatori è stato possibile cogliere un dettaglio fondamentale per le indagini, ovvero che qualche minuto prima del suo ingresso nel bar, il soggetto aveva consumato una bevanda lasciando la bottiglia in strada. Un gesto alquanto comune, ma di fondamentale importanza per le investigazioni, poiché, recuperata la bottiglia dai militari, insieme al registratore di cassa dell’esercizio commerciale, venivano repertate come rilevanti e fonti di prova.
La seconda rapina a San Giorgio in Salici.
Nella rapina perpetrata a San Giorgio in Salici, sempre nel mese di novembre 2025, i militari di Villafranca di Verona, nel ricostruire la dinamica dell’evento, accertavano che una persona travisata, con una bandana e sotto la minaccia di una pistola, nel tardo pomeriggio, faceva ingresso nella tabaccheria del paese facendosi consegnare la somma di circa 450 euro per poi ingaggiare una colluttazione con il titolare dell’esercizio, causandogli lesioni personali, per poi darsi alla fuga.
Poco dopo, i carabinieri, transitando per le vie adiacenti alla tabaccheria, alla ricerca dei responsabili, individuavano lungo la strada alcune banconote da 50 e 20 euro e, poco dopo distante, nei pressi del cimitero del paese, intercettavano anche un’auto dove a bordo vi erano due soggetti che destavano sospetto. I due, dopo essere stati fermati, si mostravano insofferenti e alquanto nervosi tanto da non riuscire a giustificare la loro presenza, per poi fornire versioni poco credibili; pertanto, venivano sottoposti a perquisizione personale e veicolare nel corso delle quali venivano trovati in possesso di alcuni contanti, circa di 150 euro, un berretto con visiera, un guanto di colore azzurro e altro denaro contante stropicciato come quello rinvenuto poco prima dagli stessi militari.
Individuati dalla scientifica.
Un ruolo fondamentale è stato quindi svolto dai carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche – laboratorio di dattiloscopia giudiziaria, del Reparto operativo del Comando provinciale di Verona, che dopo aver analizzato tutti i reperti rinvenuti sulle scene del crimine, riuscivano ad estrapolare e recuperare le impronte digitale appartenenti, inequivocabilmente, al 28enne italiano; mentre, il coinvolgimento del 30enne, che si ritiene possa aver fatto da palo nei due eventi, veniva dimostrato attraverso l’analisi delle copie forensi dei due apparecchi telefonici in suo possesso.
Sulla scorta delle risultanze investigative ottenute, la Procura della Repubblica di Verona, richiedeva e otteneva dal Gip del Tribunale scaligero un provvedimento cautelare a carico del 28enne e del 30enne, poiché gravemente indiziati quali autori delle due rapine perpetrate a Valeggio sul Mincio e San Giorgio in Salici.
Per tali motivi, nella mattinata del 26, i due venivano rintracciati in e arrestati e, al termine delle formalità di rito, portati presso le Case circondariali di Verona Montorio e Treviso.
