Bardolino capitale della Cultura 2029, sì della Regione: ma c’è anche Bassano

Capitale della Cultura 2029, dopo il tentativo di Valeggio 2028, ci prova Bardolino: sì della Regione, ma in corsa c’è anche Bassano.

Pieno sostegno da parte del consiglio regionale Veneto alla candidatura di Bardolino a capitale italiana della Cultura per l’anno 2029. È questa la posizione assunta dall’assemblea legislativa di Palazzo Ferro-Fini. Dopo il “fallimento” di Valeggio, che aveva provato a correre per l’edizione 2028, ora viene quindi lanciata la candidatura di Bardolino. Ma per il 2029 in corsa c’è anche Bassano del Grappa, già Città veneta della Cultura 2025, e che ha appena ricevuto l’endorsment del presidente del Veneto Alberto Stefani: “La Regione condivide questa sfida e sostiene con determinazione la candidatura di Bassano del Grappa a capitale Italiana della Cultura 2029”.

Insomma, si profila un derby, con la Regione Veneto che appoggia Bardolino ma anche Bassano. La conferma del sostegno per il Comune veronese arriva dal capogruppo della lista Stefani in consiglio regionale, l’ex sindaco di Soave Matteo Pressi: “Si tratterebbe di una grande opportunità per il territorio. Infatti, la candidatura di Bardolino in questi mesi è stata affinata, anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento ditutti i comuni della sponda veneta del Garda, e di alcune municipalità dell’entroterra. I benefici, quindi, avrebbero rilievo sovracomunale”.

Una candidatura, quindi, di rete, che offrirebbe ad uno dei territori più conosciuti a livello europeo come meta turistica l’opportunità di divenire anche un vero e proprio punto di riferimento in campo culturale.

“Il nostro auspicio – conclude Pressi – è che questa candidatura possa essere premiata dallo Stato per poter godere delle ricadute che essa potrebbe generare in termini sociali ed economici. Come noto, questi processi di candidatura e costruzione del dossier creano reti e partenariati che coinvolgono nel raggiungimento del medesimo obiettivo soggetti pubblici e provati. Sinergie che, in ogni caso, attivano nuove opportunità per il territorio”, conclude Pressi.