La Val Borago è salva

L’area boschiva dell’Alta Val Borago è finalmente salva. Ieri, nell’asta di vendita degli oltre 38 ettari della vecchia proprietà,

oggi in fallimento, è intervenuta direttamente Banca Intesa Sanpaolo rilevando il terreno con lo scopo di metterlo a disposizione delle comunità di Verona e Negrar, preservandone tutti gli aspetti naturalistici. Si tratta, infatti, di un patrimonio verde di straordinario valore, che garantisce la sopravvivenza di alcune rare specie vegetali e animali tipiche del nostro territorio. Un ampio terreno boschivo, a nord ovest della Zona speciale di Conservazione Borago-Galina, fra i Comuni di Negrar e Verona, da tempo a rischio di trasformazione ad uso agricolo, per la realizzazione di vigneti.

In sua difesa, oltre all’associazione Il Carpino, fondata nel 2007 proprio per valorizzare il patrimonio dell’area collinare ai margini della città, si sono schierate tutte le istituzioni territoriali e nazionali più importanti. Un aiuto concreto giunto dai Comuni di Negrar e Verona, Ministero dell’Ambiente e Prefettura che, con un’azione coordinata, si sono fatti interlocutori di Banca Intesa Sanpaolo affinché l’area restasse in mano pubblica.

Da parte dell’associazione Il Carpino, attraverso una raccolta fondi che ha raggiunto le mille donazioni, in favore della Val Borago sono stati raccolti oltre 170 mila euro. Risorse non più necessarie all’acquisto che, attraverso l’associazione, saranno ora investite per la valorizzazione dell’area e la realizzazione di percorsi guidati.

L’importante successo è stato annunciato oggi dal sindaco Federico Sboarina insieme al sindaco di Negrar Roberto Grison.

“E’ stato raggiunto il massimo risultato possibile – dichiara Sboarina – e la Val Borago resta pubblica. Non era una soluzione scontata. L’obiettivo era di salvare un sito naturalistico stupendo, che rischiava di andar perso. Ora si può guardare al futuro, iniziando a programmare i prossimi interventi da realizzare. Le priorità sono la tutela e la valorizzazione”.

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