Polemica sull’annunciata presenza dell’esponente di Casapound Adriano Scianca a un ciclo di seminari dell’università di Verona.
Si accende il dibattito all’università di Verona in vista dell’incontro del prossimo 24 marzo, inserito nel ciclo “Conferenze per l’insegnamento di teorie dell’assoluto”: al centro delle polemiche la prevista partecipazione di Adriano Scianca, già responsabile nazionale cultura di Casapound.
A esprimere “forte preoccupazione” è il Comitato unitario veronese per la difesa della Costituzione, che richiama il ruolo dell’università come luogo di produzione del sapere e sviluppo del pensiero critico. Secondo il Comitato, i principi sanciti dalla Costituzione e dal Codice etico d’Ateneo dovrebbero tradursi in un impegno concreto contro ogni forma di discriminazione e in un netto rifiuto dell’ideologia fascista.
Nel comunicato si sottolinea come la scelta dell’invitato “non possa essere isolata dal contesto politico attuale”, descritto come segnato da una crescente normalizzazione di linguaggi e posizioni riconducibili alla destra radicale. Una tendenza che, secondo i firmatari, rischia di incidere anche sugli spazi culturali e accademici, mettendo in discussione valori democratici e antifascisti.
Il Comitato evidenzia inoltre la necessità di mantenere alta la vigilanza sul confine tra libertà di espressione e legittimazione di ideologie antidemocratiche. “Consentire la partecipazione di figure legate ad ambienti neofascisti – si legge – potrebbe indebolire i principi di libertà e tutela della dignità umana che la comunità cittadina e accademica sono chiamate a difendere. Si rende necessaria una vigilanza costante sulle istituzioni pubbliche che devono essere presidi di responsabilità civica“.
L’appello alle autorità accademiche.
Da qui l’appello rivolto alle autorità accademiche dell’Ateneo veronese: avviare una riflessione approfondita affinché ogni iniziativa pubblica sia coerente con i valori costituzionali e contribuisca a preservare il ruolo dell’università come presidio democratico.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la consigliera comunale di Verona Jessica Cugini: “Ci chiediamo come all’interno di una università, come quella di Verona, che nel suo Codice etico si richiama alla Costituzione e alla Carta dei diritti dell’Unione europea possa trovar spazio, in un evento che presenta il logo dell’università stessa, un esponente dell’estrema destra neofascista di Casapound”.
Giovani democratici: “Rattrista e preoccupa”.
“Rattrista e preoccupa il silenzio dell’ateneo scaligero in merito alla presenza di Adriano Scianca al ciclo di seminari per il corso di laurea in Scienze Filosofiche – sostengono i Giovani democratici di Verona -. L’appartenenza al retaggio storico fascista del movimento Casapound di cui Scianca è stato responsabile culturale e di cui è tutt’ora ideologo non è solamente presunta ma viene apertamente dichiarata e rivendicata da Scianca e accoliti che si fanno chiamare fascisti del terzo millennio”.
“L’università è il tempio del confronto scientifico ma non è un luogo neutro rispetto alla nostra Costituzione. Auspichiamo pertanto che da parte delle autorità accademiche ci sia un ferma presa di posizione contro questa presenza inopportuna almeno in virtù del principio di par condicio (pur discutibile) che venne affermato in occasione della presenza in città di Greta Thunberg”.
