La veronese Silvia Ortombina costume director della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi all’Arena di Verona.
Dopo la chiusura delle Olimpiadi in Arena, Verona torna protagonista sulla scena internazionale con la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e lo fa anche attraverso il talento di una sua concittadina: Silvia Ortombina, nata e cresciuta in una famiglia veronese radicata nel mondo tessile, sarà costume director della cerimonia di apertura in programma venerdì 6 marzo 2026 alle 20 all’Arena di Verona.
Founder dello studio creativo Tiny Idols, Ortombina è oggi una delle costume designer e art director più apprezzate in Italia e all’estero. Il suo percorso intreccia costume design, styling e storytelling visivo, costruendo identità forti per musica, moda, sport, advertising ed eventi live. Negli anni ha curato l’estetica di molti protagonisti della scena musicale italiana – da Blanco a Sfera Ebbasta, dai Club Dogo a Elodie – seguendoli tra videoclip, tour, red carpet e festival.
Nel 2022 ha collaborato con Pierpaolo Piccioli per i costumi di Blanco al Festival di Sanremo (poi vinto dall’artista) e all’Eurovision Song Contest, con abiti firmati Valentino. Dal 2014 lavora in sodalizio creativo con Pablo Patanè, partnership consolidata anche in progetti internazionali, fino alla collaborazione con la regista Floria Sigismondi per un progetto legato all’Halftime Show del Super Bowl.
Il ritorno a Verona per la cerimonia Paralimpica.
Il ritorno a Verona per un evento di portata globale segna, per Ortombina, una sorta di chiusura del cerchio. Cresciuta tra cartamodelli e macchine da cucire nella sartoria di famiglia, ha sempre vissuto la moda come eredità e visione. “Le definizioni mi sono sempre state strette – racconta –. Con Tiny Idols ho voluto creare un manifesto più che un’etichetta“.
La cerimonia, intitolata “Life in Motion” e diretta dal regista Marco Boarino, sarà prodotta da Filmmaster e metterà al centro lo Spirito Paralimpico come forza vitale in continua trasformazione. Arte, danza e musica dialogheranno in un racconto corale che supera la distinzione tra abilità e disabilità.
I costumi ideati da Ortombina saranno parte integrante di questa narrazione: “seconda pelle scenica” capace di amplificare la vibrazione dei corpi e costruire una grammatica visiva contemporanea. Il progetto punta su adaptive wear, vestibilità inclusive, sostenibilità e riuso dei materiali, tra lycra riciclata, deadstock e tessuti rigenerati. In un equilibrio pensato per l’impatto dal vivo e per la trasmissione globale.
“In ‘Life in Motion’il costume smette di essere oggetto e diventa connessione“, spiega la designer veronese. Un inno alla trasformazione e alla resilienza che, dalla città scaligera, parlerà al mondo.
