Addio pastissada? Il Parlamento discute lo stop alla carne di cavallo

Stop macellazione cavalli, basta carne di cavallo: la proposta di legge in Parlamento divide Verona, al centro del dibattito.

Cavalli come cani e gatti: il parlamento verso lo stop alla macellazione: Verona si spacca in due tra etica e tradizione. Nella città che ospita Fieracavalli, l’evento equestre più importante d’Europa, il legame tra uomo e cavallo è qualcosa di profondo, quasi sacro. Dai numerosi maneggi che punteggiano la provincia, il cavallo a Verona è sport, passione e compagno di vita. Proprio per questo, la notizia che arriva da Roma sta sollevando un polverone di reazioni contrastanti: il Parlamento ha iniziato ufficialmente a discutere le proposte di legge per abolire la macellazione dei cavalli in Italia.

La svolta: verso lo status di “animali d’affezione”.

Le proposte, firmate dalle onorevoli Cherchi (M5s), Zanella (Avs) e Brambilla, puntano a un cambiamento radicale: riconoscere a cavalli, asini e muli lo status giuridico di animali d’affezione, equiparandoli a cani e gatti. Se la legge passasse, l’Italia seguirebbe l’esempio della Grecia, vietando non solo la macellazione, ma anche l’allevamento e l’esportazione a scopo alimentare. Una scelta sostenuta da una sensibilità crescente: i dati dicono che l’83% degli italiani non mangia carne equina, spesso per una scelta empatica.

Il nodo veronese: “Pastissada” e filiera economica.

Se per molti il cavallo è un amico da non portare a tavola, a Verona la questione tocca corde anche sul piano economico e gastronomico. Vietare la carne equina significherebbe dire addio alla Pastissada de caval, piatto bandiera della cucina scaligera, e agli sfilacci, prodotti che alimentano una rete di ristoranti e vecchie botteghe.

A dare voce al fronte del “no” è Matteo Pressi, sindaco di Soave e capogruppo della Lista Stefani in Consiglio Regionale, che ha espresso: “Si tratta di una norma foriera di ripercussioni negative sulla filiera della trasformazione e della commercializzazione”, ha dichiarato Pressi. “In Veneto e nella provincia di Verona queste carni hanno una rilevanza maggiore rispetto ad altre zone d’Italia. Non va sottovalutato l’impatto sulle attività ristorative e sulle piccole imprese che impiegano molti addetti”.

Sanzioni pesanti e mercato in calo

Il testo in commissione al Senato non scherza: per chi non rispetta il divieto di macellazione sono previste multe fino a 100 mila euro e la reclusione fino a 3 anni. Eppure, la politica sembra rincorrere un mercato già in crisi da tempo. Da oltre dieci anni il consumo di carne equina è in costante flessione, con solo il 17% degli italiani che la consuma abitualmente. A spingere per lo stop definitivo sono anche le oltre 247 mila firme raccolte dalla petizione di Animal Equality.

La sfida per il Parlamento sarà ora quella di mediare tra una sensibilità animalista sempre più diffusa e la tutela di tradizioni locali