Mozione sul traforo delle Torricelle, il consiglio comunale la boccia

Bocciata dal consiglio comunale di Verona la mozione sottoscritta da tutto il centrodestra sul traforo delle Torricelle.

Il consiglio comunale di Verona boccia la mozione sul traforo delle Torricelle. Nel corso della seduta di giovedì 14 maggio, il consigliere di Forza Italia, Luigi Pisa, ha presentato la mozione 485 “Viabilità e infrastrutture strategiche per il territorio veronese – Atto di indirizzo per lo studio e la realizzazione del “passante a nord”, altresì definito “traforo delle Torricelle”, per la riduzione del traffico urbano e dell’inquinamento atmosferico.

Una mozione sottoscritta da tutto il centrodestra che esprime la “necessità di sostenere l’urgente completamento dell’anello circonvallatorio delle tangenziali da Poiano a Verona Nord, collegando la Valpantena con la Valpolicella”. La mozione non è stata accolta con 22 voti contrari e 13 favorevoli.

Il dibattito.

Per la consigliera Carla Padovani “Il traforo delle Torricelle è una necessità di buon senso per la città, indipendentemente dal colore politico: serve la chiusura dell’anello circonvallatorio e lo penso coerentemente da decenni, per questo ho sottoscritto e voterò a favore della mozione”.

Secondo il consigliere di Traguardi, Giacomo Cona “La mozione presenta contraddizioni evidenti: non si può chiedere contemporaneamente un’infrastruttura urbana ed extraurbana, né risolvere la congestione di Veronetta collegando meglio sia Borgo Trento che Negrar. Prima di parlare di soluzioni, servono obiettivi chiari”.

Il consigliere Carlo Beghini del Pd ha spiegato che “non mi oppongo a ragionare sul passante a nord, ma la mozione propone un progetto che non è una circonvallazione urbana: è un nuovo asse autostradale mascherato da opera cittadina“.

Pietro Trincanato di Traguardi ha evidenziato come “questa mozione torni puntualmente ogni cinque anni, in prossimità delle elezioni, targata come iniziativa esclusiva del centrodestra, che però in quindici anni di governo della città non ha mosso un sasso sul tema. Il testo è vago sulla soluzione viabilistica, contiene imprecisioni storiche documentabili, e nel dispositivo chiede al sindaco di attivarsi presso un ministro e una Regione che sono già espressione della stessa maggioranza politica dei firmatari: se avete bisogno di chiamarli, non credo si debba passare dal sindaco”.