Polemica sulla moschea a San Michele Extra: la Lega accusa il Comune di Verona. La vicesindaca Bissoli: “Siamo al lavoro”.
Tiene banco a San Michele Extra il caso di un immobile accatastato come negozio ma utilizzato, secondo alcune segnalazioni, come moschea. A sollevare la questione sono gli esponenti veronesi della Lega, che parlano di una situazione “certificata” dai tecnici comunali già dallo scorso novembre e chiedono un intervento immediato da parte dell’amministrazione.
“I residenti aspettano risposte da mesi – dichiara Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega –. C’è una moschea dove dovrebbe esserci un negozio e l’irregolarità è stata verificata. Non accettiamo ritardi: in passato, per casi analoghi, sono stati presi provvedimenti”.
Sulla stessa linea il consigliere comunale Nicolò Zavarise, secondo cui l’attività religiosa proseguirebbe nonostante la destinazione d’uso dell’immobile non lo consenta: “Chiediamo un intervento deciso, anche con l’apposizione dei sigilli, per fermare un’attività impropria che genera preoccupazione tra i cittadini”.
A rafforzare i sospetti, sempre secondo la Lega, alcuni elementi osservati sul posto, tra cui un cartello, in seguito rimosso, con gli orari di preghiera durante il Ramadan e indicazioni all’ingresso tipiche dei luoghi di culto.
La replica di palazzo Barbieri.
Dal canto suo, palazzo Barbieri respinge le accuse di immobilismo. La vicesindaca Barbara Bissoli precisa che l’iter amministrativo è già in corso: “Gli uffici hanno contestato la realizzazione abusiva di lavori e il cambio di destinazione d’uso. Con ordinanza del 10 febbraio 2026 è stata ingiunta la cessazione dell’uso improprio e il ripristino dello stato dei luoghi”.
Bissoli aggiunge che, qualora i responsabili non ottemperino entro i termini previsti, 90 giorni, il Comune procederà d’ufficio. “Gli uffici stanno seguendo puntualmente quanto previsto dalla legge”, conclude Bissoli.
