Basta burocrazia: aprire una pensione per animali in Veneto sarà più semplice

Al via la proposta di legge per regolare le pensioni di cani e gatti: aprirla in Veneto sarà più semplice.

Cani e gatti, il Veneto lancia la legge: in arrivo nuove regole per le pensioni che ospitano i nostri amici a quattro zampe. Più facile aprire in zone agricole e standard di qualità obbligatori: “Basta limbo burocratico, ora servono certezze”.

In molti considerano ormai cani e gatti come veri e propri membri della famiglia. Una sensibilità cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni che, tuttavia, si scontrava con un paradosso: “La mancanza di una normativa chiara per le strutture che devono accudirli quando i proprietari sono in viaggio o al lavoro“. A colmare questo vuoto ci pensa una nuova proposta di legge, depositata dal consigliere regionale Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia), che punta a rivoluzionare il settore delle pensioni per animali d’affezione.

Una casa sicura per i nostri amici.

“Oggi la richiesta di strutture ricettive di qualità è altissima“, spiega Soranzo. L’obiettivo della legge è “garantire il massimo benessere psico-fisico agli animali e offrire regole certe agli operatori del settore, superando quei vincoli burocratici che finora rendevano quasi impossibile aprire o regolarizzare una pensione se non si era imprenditori agricoli a titolo principale”.

I tre pilastri della riforma.

Il progetto di legge si muove su tre direttrici fondamentali per cambiare il volto dell’accoglienza animale in Veneto.

Semplificazione in zona agricola. “Sarà possibile utilizzare e ristrutturare fabbricati già esistenti in campagna per trasformarli in pensioni, rendendo l’iter molto più snello per chi vuole investire in questo servizio”.

Tutela del territorio e dei centri abitati. “Per garantire la tranquillità di tutti, le nuove strutture saranno escluse dai centri storici e dalle zone produttive, privilegiando aree dove l’impatto acustico e igienico-sanitario non disturbi i residenti”.

Standard di qualità “certificati”. “Non basterà più costruire un box. La Giunta Regionale definirà requisiti rigorosi sulle dimensioni degli spazi, i recinti e, soprattutto, sulle competenze professionali di chi gestisce la struttura”.

    Una riforma a “costo zero”.

    Il provvedimento non peserà sulle casse della Regione, ma promette di alzare notevolmente l’asticella della qualità. “Non si tratta solo di edilizia, ma di garantire che chi si occupa dei nostri animali abbia le competenze necessarie”, conclude Soranzo. “L’iter legislativo è già iniziato nelle Commissioni competenti e punta ad arrivare al voto del Consiglio Regionale nel più breve tempo possibile”.