Baby gang a Verona: come proteggere i nostri figli dall’allarme silenzioso

A Verona il convegno che svela i rischi dell’adolescenza sul tema Baby gang.

Devianza minorile e baby gang: oggi 15 maggio a Verona, esperti a confronto per spezzare l’allarme silenzioso. Non è solo un titolo di cronaca, ma una realtà che bussa alle porte delle nostre case: il disagio giovanile sta cambiando volto. Oggi, 15 maggio, alle ore 18, il Teatro di San Domenico Savio in Borgo Milano, ospita un evento per comprendere cosa stia succedendo tra i banchi di scuola, nei campi da calcio e nelle mura domestiche.

Il convegno scientifico “L’allarme silenzioso: la devianza minorile” mette attorno a un tavolo la criminologia e l’esperienza della strada per offrire risposte concrete a genitori, educatori e allenatori.

Le radici del rischio: dalla crisi del padre alle baby gang.

Perché un ragazzo sceglie la strada della devianza? Secondo la criminologa Giusy Calabrò, che presenterà il suo ultimo libro “La devianza minorile. Il fenomeno youth gang” (Rubbettino, 2025), la risposta risiede spesso in un “vuoto” educativo.

Tra i principali fattori di rischio analizzati spiccano l’assenza della figura paterna: un pilastro che, se mancante o disfunzionale, indebolisce la bussola etica dei minori. Il crollo del patto scuola-famiglia: Quando la comunicazione tra genitori e insegnanti si interrompe, il giovane si sente autorizzato all’abbandono. L’insidia dello sport estremo: La ricerca dell’hubris (l’orgoglio smisurato) in contesti troppo competitivi può trasformare la sana grinta in aggressività antisociale.

Il carcere e la speranza: la testimonianza di Fra Paolo Crivelli.

A portare una luce di realismo sarà Fra Paolo Crivelli, cappellano della Casa Circondariale di Montorio. Dalla sua prospettiva privilegiata all’interno del carcere veronese, il religioso racconterà le conseguenze ultime delle scelte sbagliate, ma anche il potere rigenerante della fede, del pentimento e del recupero umano.

Lo sport come scudo: il ruolo della Pgs Concordia Calcio.

L’evento, voluto dalla Pgs Concordia Calcio, lancia un messaggio chiaro: “Lo sport è la prima linea di difesa. Trasformare l’aggressività distruttiva in determinazione positiva e vedere nell’allenatore una guida etica sono le chiavi per prevenire l’acting-out, ovvero quei gesti impulsivi dettati da ansia e frustrazione che spesso segnano l’inizio di una carriera criminale“.

Ingresso gratuito. Al termine, buffet offerto dalla Pgs Concordia Calcio per favorire il dialogo tra cittadini e relatori.