Alpini, l’omaggio all’unica donna tra 4mila caduti al Sacrario di Verona

Verona, l’8 marzo degli Alpini: commemorata Giuseppina Orlandi, l’unica donna al Sacrario Militare.

Al Sacrario Militare il ricordo di Giuseppina Orlandi, l’unica donna tra 4mila soldati: ecco come hanno celebrato la festa della donna, gli alpini di Verona. In un luogo dove il silenzio parla di sacrificio e storia, l’Ana ha scelto di celebrare l’8 marzo accendendo i riflettori su una figura straordinaria quanto dimenticata. Al Sacrario Militare del Cimitero Monumentale, gli Alpini veronesi hanno commemorato Giuseppina Orlandi, l’unica donna tumulata in un mausoleo che custodisce le spoglie di circa quattromila giovani soldati.

Giuseppina Orlandi: l’infermiera che riposa tra i soldati

Nata a Orvieto, Giuseppina Orlandi scelse di servire il Paese durante la Grande Guerra arruolandosi come Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana. La sua missione terminò tragicamente nel 1918, a soli 33 anni, all’ospedale militare di Isola della Scala. Da allora, la sua salma riposa nel mausoleo militare di Verona, una presenza femminile rilevata quasi per caso dai ricercatori del Centro Studi dell’Ana.

Un impegno concreto per la memoria e i diritti.

“Celebrare l’8 marzo in un Sacrario militare è un’iniziativa fortemente voluta per ricordare che la presenza delle donne ha contribuito in modo fondamentale alla costruzione della nostra società”, ha dichiarato il presidente dell’Ana Verona, Maurizio Trevisan. Le celebrazioni hanno visto la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi e il parlamentare Marco Padovani.

L’evento non è stato solo una commemorazione, ma un’occasione per ribadire l’impegno dell’associazione nel sostenere l’emancipazione femminile e abbattere discriminazioni e stereotipi ancora presenti oggi.

“Le Invisibili della Manara”: le donne della Resistenza.

Le iniziative sono proseguite con la presentazione del volume di Giovanni Tosi, “Le Invisibili della Manara”, opera patrocinata dall’Ana che restituisce voce alle donne della Resistenza veronese. Staffette, patriote e combattenti che, nel silenzio e nell’anonimato, hanno protetto vite e ideali, agendo come protagoniste essenziali della ricostruzione morale del Paese.