La Grande Sfida 2026: atleti con e senza disabilità insieme in campo a Verona.
La Grande Sfida riparte a Verona: è tutto pronto per la manifestazione dello sport che unisce atleti con e senza disabilità. C’è un’eredità che le Paralimpiadi lasciano sul territorio e che a Verona si trasforma in azione concreta. Torna “La Grande Sfida”, l’iniziativa che mette al centro l’integrazione attraverso il gioco e la competizione. Il 19 e il 21 marzo, la città e la provincia diventeranno il teatro di due grandi appuntamenti dove il risultato conta meno della partecipazione.
Il valore della condivisione.
Il Comune di Verona ha ribadito con forza il sostegno a questa realtà. “È un piacere essere ancora una volta al fianco della Grande Sfida per due appuntamenti all’insegna dello sport, e soprattutto dell’inclusione”, ha dichiarato Jacopo Buffolo, assessore alle Politiche giovanili. Secondo l’assessore, questi eventi sono fondamentali perché “dimostrano quanto lo sport possa essere uno strumento concreto per abbattere non solo le barriere fisiche ma anche e soprattutto quelle culturali”.
Il 19 marzo: Il fascino inclusivo delle bocce.
Si parte oggi, giovedì 19 marzo (dalle 15 alle 17) alla bocciofila Csi Borgo Roma con il torneo “Bocciabile” – III Memorial Luciano Lodola. Un evento che vedrà protagonisti atleti da Cerea, Dossobuono e Verona.
“Le bocce rappresentano uno sport particolarmente inclusivo, in grado di valorizzare le capacità di ciascuno”, spiega Roberto Nicolis, presidente de La Grande Sfida. È una disciplina che “permette il rispetto dei tempi individuali e consente a ogni partecipante di esprimersi secondo le proprie possibilità”.
Il 21 marzo: atletica leggera e spirito di squadra.
Sabato 21 marzo l’azione si sposta al Centro Polisportivo Consolini per il XXIII Trofeo “Beatrice Beghini”. Qui, circa 90 atleti della Grande Sfida gareggeranno fianco a fianco con altrettanti sportivi delle storiche società veronesi come Intrepida, Bentegodi, CUS e Atletica San Bonifacio-Valdalpone.
La formula è innovativa e punta tutto sulla collaborazione: “Si caratterizza per una formula inclusiva che prevede gare in coppia, sommando misure e tempi”, sottolinea Dino Mascalzoni, presidente FIDAL. Dalla velocità a staffetta al lancio del vortex, ogni squadra sarà un mix perfetto di abilità diverse, perché l’obiettivo, come ricorda il Direttore Generale Mattia Bragantini, è che “ogni ragazzo si senta parte di una famiglia”.
Gli allenamenti, iniziati a gennaio, hanno preparato atleti come Diego Gaule e Martina Piccoli a dare il massimo in un clima che l’assessore Buffolo definisce “un’importante occasione di incontro, condivisione e crescita personale per tutta la comunità”.
