Verona, ciclabile di via Preare: abbattimento di 62 tigli, è polemica

“Io non ci sto”: a Verona i cittadini si schierano contro l’abbattimento di 62 tigli per la nuova ciclabile.

Ciclabile di via Preare, a Verona è scontro sugli alberi: abbattuti 62 tigli tra polemiche e dubbi sulla trasparenza. La nuova pista ciclabile nasce sotto il segno della discordia. Quello che doveva essere un progetto all’insegna della mobilità sostenibile si è trasformato, nel giro di pochi giorni, in un caso che mette in fermento la cittadinanza: l’abbattimento dell’intero filare di 62 tigli.

Il Comitato Spontaneo “Avatar Degli Alberi” e numerosi cittadini veronesi hanno alzato la voce contro una gestione definita “poco trasparente e carente di documentazione accessibile“.

Il nodo delle perizie “fantasma”.

Secondo le comunicazioni ufficiali, l’abbattimento sarebbe “giustificato da perizie tecniche risalenti all’inizio del 2025″. Tuttavia, il Comitato denuncia un’anomalia grave: “Questi documenti non sono consultabili. Nonostante le promesse dell’amministrazione, sul sito Amia e sui luoghi del cantiere mancano i Qr code e i link necessari per visionare le analisi scientifiche che condannano le piante”.

“Ci chiediamo perché solo ora emerga la necessità di eliminare tutto il filare, quando inizialmente si parlava di soli 4 alberi“, dichiarano i rappresentanti del Comitato.

Sei punti critici.

La protesta si articola su diverse violazioni segnalate dai cittadini:

  • Periodo di nidificazione. “I lavori sono partiti in un momento dell’anno in cui il taglio è teoricamente vietato per proteggere la fauna (Legge 152/92)”.
  • Mancanza di cartellonistica. “Il cantiere è privo di indicazioni chiare e riferimenti alle perizie tecniche”.
  • Violazione del Regolamento del Verde. “L’Articolo 18 del regolamento comunale prevede la divulgazione delle perizie in caso di abbattimenti, cosa che al momento non sarebbe avvenuta”.
  • Comunicazione tardiva. Annunciare i tagli solo 4 giorni prima dell’inizio lavori impedisce di fatto qualsiasi accesso agli atti o confronto democratico”.

“Sostenibilità o urgenza Pnrr”?

Il sospetto dei residenti è che “la fretta sia dettata dalle scadenze del Pnrr (giugno 2026) piuttosto che da reali problemi di salute delle piante. Resta un paradosso di fondo: è possibile definire sostenibile una ciclabile che sacrifica un patrimonio verde esistente per sostituirlo con compensazioni future che impiegheranno decenni a dare gli stessi benefici?”.

La protesta: “Io non ci sto”.

Una petizione online è già attiva e la cittadinanza ha risposto con un sit-in spontaneo per chiedere risposte certe e documenti alla mano. “Non vogliamo vaghe rassicurazioni, ma elementi oggettivi,” conclude il Comitato.