La morte di Umberto Bossi e il suo legame con Verona.
È morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega e figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Il “senatùr” si è spento a Varese, lasciando un’eredità politica che ha segnato profondamente il Nord Italia e, in modo particolare, anche il territorio veronese.
Protagonista della cosiddetta Seconda Repubblica, Bossi aveva cominciato la sua carriera politica nel Pci, per dare vita poi negli anni Ottanta alla Lega Lombarda, poi evoluta nella Lega Nord, trasformando le istanze autonomiste in un movimento politico capace di incidere a livello nazionale. Nel 1987 viene eletto al Senato della Repubblica, e da quel momento in poi sarà per tutti il senatùr.
Bossi e Verona.
Nel 1989 nasce la Lega Nord, e Verona pian piano diventa una delle città chiave di questo percorso. Qui il leader leghista ha trovato negli anni un consenso solido e una base militante attiva. Non a caso, proprio a Verona si sono svolti incontri politici e momenti significativi per la costruzione delle alleanze del centrodestra, ed è stata la Lega di Bossi a lanciare, a Verona, Flavio Tosi, segretario della Liga Veneta a cavallo dei due secoli e poi sindaco per due mandati, prima che le strade di Tosi e della Lega si dividessero definitivamente.
Le piazze veronesi hanno ospitato più volte i comizi del fondatore della Lega. Nel 2004, un malore improvviso toglie Bossi dal confronto politico vissuto in prima linea e in prima persona, e il “suo” partito che sotto la guida di Matteo Salvini vira verso la destra sovranista, cambiando pelle e in gran parte identità.
Borchia: “Se ne va una parte della mia vita politica”.
“Sono devastato dalla notizia della scomparsa di Umberto Bossi. Con lui se ne va una parte della mia vita politica e personale. Senza il suo esempio non mi sarei mai avvicinato alla politica: per chi, come me, è cresciuto nella Lega, è stato molto più di un leader. Voce libera e anticonformista, capace di dare coscienza alle istanze dei popoli del Nord, portando al centro la questione settentrionale e rivoluzionando il modo di fare e comunicare politica”.
Così Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e vicesegretario vicario della Liga Veneta.
