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“I sistemi diagnostici per contrastare il Covid-19 si sono talmente evoluti in pochi mesi che oggi, dai tamponi rapidi già in uso, stiamo già ragionando di test rapidi antigenici e salivari. Si va verso un sistema in autosomministrazione e per questo in Veneto stiamo già realizzando una piattaforma informatica per gestire e registrare le autodiagnosi man mano che arrivassero dalle persone che decideranno di farlo”.

 Lo ha annunciato il Presidente della Regione, Luca Zaia, nel corso del briefing con la stampa per fare il punto sulla situazione del coronavirus in Veneto.

 “Sarà un importante passo avanti verso lo screening di massa abbinato però a uno sgravio del lavoro dei laboratori di analisi, oggi sovraccarichi – ha precisato - perché a quel punto il tampone molecolare tradizionale sarebbe necessario solo per confermare i casi positivi. Appena pronta la piattaforma la presenteremo”.

 In dirittura d’arrivo c’è anche il nuovo Piano di salute Pubblica, al quale sta lavorando la Direzione regionale Prevenzione, che Zaia ha anticipato per sommi capi.

“Per ora nelle scuole veneto un’emergenza sanitaria per il Covid non c’è, ma sulla prevenzione e la gestione dei casi si può essere più performanti in sole tre mosse, che abbiamo proposto al Ministero della Salute”.
 
 Lo ha annunciato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso del punto stampa di ieri per fare il punto sulla situazione del Covid sul territorio.
 
 “ Proponiamo – ha proseguito Zaia - l’utilizzo del tampone rapido come strumento dello screening scolastico, la cui sperimentazione ha dato risultati equiparabili a quelli del tampone molecolare; l’effettuazione del tampone rapido antigenico a tutta la classe ove si sia riscontrata una positività e la permanenza a scuola del resto della classe, con un secondo tampone rapido di verifica dopo una settimana; l’assegnazione ai pediatri e ai medici di famiglia della facoltà di decidere se prescrivere o no il tampone ai loro assistiti, che ben conoscono, e che presentino dei sintomi. In questo modo – detto il Governatore – saremo più performanti nei tempi di risposta senza diminuire l’attendibilità dei test e risolveremmo molti problemi che stanno incontrando le famiglie”.
 
 La svolta è motivata anche dal monitoraggio e la sorveglianza da parte dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica della situazione epidemiologica legata alla diffusione delle positività di COVID-19. Al 28 settembre sono 90 le realtà scolastiche venete con almeno un caso attualmente positivo rilevato in una classe/sezione. In quasi la totalità delle situazioni il caso individuato è l’unico positivo (solo in 3 casi sono stati registrati casi secondari nella stessa scuola tra loro correlati). Nella maggior parte degli eventi il caso è stato uno studente/alunno (85%) e solo in una minima parte si trattava di un operatore (docente o non docente). Tutti i soggetti ad oggi risultati positivi hanno presentato sintomatologia lieve o sono addirittura asintomatici (sottoposti a test perchè contatti di caso confermato).
 
 “Il contact tracing approfondito che abbiamo fatto finora – ha aggiunto il Governatore – dimostra tra l’altro come il virus non possa definirsi scolastico, perché risulta contratto in ambienti familiari e sociali e poi portato a scuola”.
 
 Nelle 90 scuole venete con almeno un caso, su un totale di 707.814 frequentanti, si registrano a oggi 85 positivi, pari allo 0,01%. I bambini in quarantena preventiva perché legati alle positività sono in tutto 970, pari allo 0,14%. Sui 95.786 operatori totali, 120 sono in quarantena preventiva, pari allo 0,13%.

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