Verona, arrestato e bloccato a terra da tre poliziotti per cinque minuti. Il video di una testimone

"Uno lo teneva al collo, uno alla schiena, uno per i piedi mentre i passanti dicevano di fermarsi perché così lo avrebbero ammazzato". Le immagini esclusive di "Repubblica". La versione degli agenti: "Ha fatto resistenza e ci ha aggrediti"

Un uomo bloccato a terra da tre poliziotti. Per almeno cinque minuti. Apparentemente inerme, almeno stando alle immagini. In stato di ubriachezza molesta, e lo era da un paio d'ore: da quando, all'interno di un bar di Borgo Nuovo, periferia di Verona, continuava a pretendere alcolici e per questo i titolari hanno chiesto l'intervento della polizia. Gli agenti arrivano sul posto: uno ferma l'uomo e lo porta di peso verso la volante, dove viene perquisito e dove gli vengono abbassati i pantaloni. "Ha fatto resistenza e ci ha aggrediti", spiegano dalla questura. "Nessuna resistenza, gli sono stati addosso in tre e gridava dal dolore", raccontano alcuni testimoni.

 A documentare i momenti dell'arresto è un video realizzato da un testimone e pubblicato - in esclusiva - da Repubblica. Nel filmato si vedono gli agenti che tengono l'uomo riverso a pancia in giù sull'asfalto, al centro di un parcheggio. Dietro una delle due auto della polizia intervenute. Un poliziotto gli tiene bloccati i piedi, l'altro la schiena, un altro il collo. L'arrestato - sotto lo sguardo di altri avventori del bar e di alcuni residenti della zona - grida, bestemmia. Si lamenta per la presa degli agenti che lo hanno ammanettato. Si sente una donna, che forse lo conosce, che gli dice "non gridare, respira". Un altro uomo, poi allontanato dagli uomini in divisa, cerca di aiutarlo e altri dicono ai poliziotti di fermarsi, altrimenti "lo ammazzate".
 Verona, l'arrestato bloccato a terra dalla polizia: il video girato da una testimone
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 "Ha rifiutato di mostrare i documenti - è la versione dei poliziotti - e ha iniziato a inveire contro di noi. La situazione si è scaldata a tal punto che l'uomo ci ha aggredito fisicamente, tentando addirittura, spalleggiato da altri due avventori, di sottrarci le manette di sicurezza". Anche su questo punto, il testimone che ha filmato e ha riferito l'episodio a Repubblica fornisce un racconto contrastante: "Nessuna delle persone che ha assistito all'arresto ha visto l'uomo alzare le mani".

 Ma andiamo con ordine. I fatti. Sono le ore 18 di martedì 7 luglio. In questura arriva la chiamata dei titolari (cinesi) del bar Delphi's in via Monreale. Siamo a Borgo Nuovo, in fondo a Borgo Milano (ex villaggio dell'Oca bianca), estrema periferia di Verona. C'è un cliente ubriaco - veronese, 46 anni - che continua a pretendere dai baristi che gli vengano serviti alcolici. Da un paio d'ore continua a cantare e a gridare fuori dal locale. La polizia arriva sul posto: una sola volante, inizialmente. Un agente, fisico robusto, ferma l'uomo e lo porta verso l'auto di servizio. "Lo hanno fatto appoggiare al bagagliaio - racconta il testimone, che chiede l'anonimato -. A un certo punto l'uomo aveva i pantaloni abbassati. Ho pensato a una perquisizione, benché anomala. Subito dopo lo hanno messo a terra. È arrivata un'altra volante. Vedendo quell'uomo tenuto fermo a terra che gridava - e sono trascorsi almeno cinque minuti - mi è venuto naturale filmare la scena. Che bisogno c'era di tenerlo così, in tre, dal momento che era già pancia sulla strada, ammanettato? Tutti avevamo visto che era ubriaco. A un certo punto ho pensato si stesse sentendo male...".

 Intorno al capannello di poliziotti, c'è gente che, a distanza, protesta. Il 46enne viene caricato sull'auto e continua a gridare. Nel comunicato della polizia diffuso l'8 luglio alla stampa locale ("Aggredisce due agenti di polizia: arrestato veronese di 46 anni") la ricostruzione dell'accaduto continua così: "Non c'è stato altro da fare se non arrestare il soggetto per resistenza. Una volta a bordo dell'auto l'uomo ha continuato a tenere atteggiamenti violenti, arrivando persino a danneggiare i vetri della volante contro i quali sbatteva le manette, nonché, una volta condotto in questura, a dare calci alla porta dell'ufficio nel quale era trattenuto". Denunciato per resistenza a pubblico ufficiale (ha già un medesimo precedente alle spalle) e convocato per il giudizio direttissimo la mattinata di mercoledì 8 luglio, l'uomo è in stato di arresto (convalidato dal giudice, che ha fissato l'udienza a dicembre). Repubblica.it)

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