Unesco: anche Verona fra le città firmatarie dell'appello al Governo

Anche il Comune di Verona fra gli enti firmatari della richiesta d’aiuto rivolta dall'Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale al Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte,

unescoal ministro Dario Franceschini, al presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco Franco Bernabè e ad Antonio Decaro, presidente dell'ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.

 Sostegni economici ad hoc e una revisione dei criteri di erogazione delle risorse a disposizione degli Enti che gestiscono i siti del Patrimonio Mondiale Italiano.

 Questi, in sintesi, i punti principali della richiesta d’aiuto con la quale i Comuni, nel cui territorio insiste un sito del Patrimonio Mondiale, oggi alle prese con le dure conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus, chiedono al Governo sostegni concreti contro la crisi.

 Un appello, affinché possano continuare ad adempiere alle disposizioni della convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale adottata dall’Unesco nel 1972.

 Fra le richieste anche la possibilità di attingere, quando disponibile, all’avanzo di amministrazione di parte libera e destinata, ma anche a quello vincolato, fornendo in questo modo, nei bilanci correnti dei Comuni, risorse sufficienti per coprire le mancate entrate nel periodo dell’emergenza, senza necessariamente prevedere ulteriori iniezioni di risorse. E, ancora, la possibilità di trattenere il gettito sull’Imposta Municipale Propria (IMU) destinato allo Stato e di stabilire una “soglia di solidarietà” al Fondo di Solidarietà Comunale oltre la quale bloccare il contributo dei singoli Comuni.

 Inoltre, la riduzione delle somme da destinare al Fondo Crediti di dubbia esigibilità (FCDE); la predisposizione di norme nazionali che permettano ai singoli Comuni, nel cui territorio insiste un sito del Patrimonio Mondiale, di rientrare di eventuali disequilibri di bilancio in un tempo congruo con la situazione (ad esempio 10 anni) e contrastare, in questo modo, il rischio di commissariamento.

 Un’attenzione particolare è rivolta a locatori e affittuari. Nell’appello di aiuto, infatti, è proposta una norma “blocca affitti”, che possa consentire la pace sociale tra locatori e locatari, dando certezza del diritto, evitando contenziosi e scongiurando, in contesti di pregio come quelli del Patrimonio Mondiale, azioni di speculazione finanziaria che snaturerebbero per sempre il volto dei nostri borghi e territori.

 Infine, viene fatto presente che anche lo strumento del credito di imposta andrebbe potenziato per i locatori, estendendolo a tutto l’anno 2020 e allargandolo anche alle categorie catastali C/2(Magazzini e locali deposito), C/3 (Laboratori per arti e mestieri), D/2 (Alberghi e pensioni), A/10 Uffici e studi privati, oltre alle botteghe e negozi (C/1).

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