Case di riposo: confronto in Regione su ripartenza

Gli organici nelle case di riposo, il riconoscimento premiale per il personale impegnato nella gestione dell’emergenza Covid 19 e la ‘ri-partenza’ anche economico-finanziaria delle strutture di assistenza:

sono i temi al centro del confronto in Regione tra l’assessore alla Sanità e al Sociale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali degli operatori delle Ipab di assistenza alle persone non autosufficienti (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fisascat Cisl e Uiltc).

 “Un confronto puntuale, articolato e costruttivo – fa sapere l’assessore, al termine dell’incontro – che prosegue il dialogo in essere con i rappresentanti degli enti (Uripa e Uneba) nel comune impegno volto ad individuare i possibili percorsi per dare una risposta alle esigenze operative di centinaia di strutture residenziali per anziani presenti in Veneto e di migliaia di operatori, in particolare infermieri e Oss, che si sono fatti carico con sacrificio e professionalità della continuità del servizio assistenziale agli ospiti in una fase di gestione emergenziale, aggravata dalle misure di isolamento per il contenimento del contagio e dall’impoverimento degli organici. La Regione intende perseguire tutte le vie possibili per ridare serenità ai gestori e agli operatori delle strutture per anziani, per qualificare e valorizzare le competenze sociosanitarie del personale e per assicurare il mantenimento degli standard assistenziali e di sostenibilità degli enti e delle strutture”.

 In merito alla carenza di personale l’assessore ha ricordato l’impegno formativo assunto dalla Regione con i corsi per Oss e la nuova procedura avviata su scala regionale, attraverso l’avviso pubblico di Azienda Zero, per aiutare le strutture residenziali ad assumere infermieri e operatori sociosanitari adeguatamente formati.

 Quanto alla richiesta di estendere anche al personale delle case di riposo il riconoscimento premiale attribuito a medici e infermieri della sanità, l’assessore ha segnalato la necessità di un intervento normativo in sede nazionale. “Il decreto 18/2020 (il cosiddetto “Cura Italia”) – ha ricordato l’assessore - non assegna risorse ad enti e strutture diverse da quelle appartenenti al servizio sanitario regionale, né la Regione ha spazi di autonomia in materia di ordinamento civile e contrattuale.”.

 Infine assessore e rappresentanti sindacali hanno condiviso l’esigenza di continuare il confronto tra le parti rispetto alle tematiche aperte e agli sviluppi dei provvedimenti già adottati e di quelli in itinere.